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I tricicli elettrici sono diventati il principale mezzo di trasporto all'Avana a causa del collasso del sistema di autobus e della totale scarsità di carburante che colpisce Cuba, ma i loro prezzi risultano proibitivi per la maggior parte della popolazione.
La user Liset de la Caridad lo riassume con chiarezza: "Questi tricicli risolvono molto la situazione. L'unica cosa negativa è che quando arriva un'ora specifica i prezzi iniziano a salire e io, che mi sposto lontano dal centro dell'Avana, pago quasi 1.000 pesos al giorno", equivalente a circa due dollari, come ha raccontato a EFE.
Il dato è sconvolgente, considerando che il salario minimo mensile a Cuba è di appena 2,100 pesos cubani (circa 17,5 dollari), il salario medio non supera i 6,506 pesos (54,2 dollari) e le pensioni minime si attestano sui 3,056 pesos (25,4 dollari).
Pagare 1.000 pesos in un solo giorno di trasporto equivale a quasi la metà del salario minimo mensile.
Di fronte alla carenza di carburante, con strade e vie praticamente deserte, sempre più cubani devono ricorrere obbligatoriamente a tricicli, moto e biciclette elettriche per spostarsi in città.
I tricicli elettrici sono diventati un'attività redditizia. Yamiselis Alfonso, autista di uno di questi veicoli, lavora 12 ore al giorno sulla tratta che va "dal Parco della Fraternità a Toyo", quasi 10 chilometri di percorso, con una capacità di sei passeggeri. Alberto Duani, ex muratore, si è riconvertito in autista perché "il lavoro nella costruzione non è più tanto".
Acquistare un triciclo elettrico non è alla portata di tutti: nel mercato informale vengono venduti anche a 3.800 dollari, ben oltre i prezzi ufficiali di tra 1.300 e 2.550 dollari annunciati dal negozio online internazionale Casalinda Shop a gennaio.
Il regime ha riconosciuto l'entità del disastro. Lo stesso Díaz-Canel ha ammesso in una conferenza stampa il 13 marzo che a Cuba non era arrivata "neanche una goccia di carburante" da gennaio. All'inizio di febbraio aveva già annunciato un piano di "carenza acuta di carburante" a causa delle pressioni degli Stati Uniti.
Il risultato è stato il collasso quasi totale del trasporto statale: le partenze degli autobus interprovinciali si sono ridotte a un quarto della loro frequenza abituale e il trasporto locale è stato praticamente annullato. Nelle province come Ciego de Ávila solo due delle 135 linee di autobus erano attive a marzo.
La situazione è giunta a un estremo che illustra la profondità della crisi: il ministro dei Trasporti, Eduardo Rodríguez, ha annunciato il 18 marzo che anche i pazienti in emodialisi devono trasferirsi in taxi o tricicli elettrici, pagando di tasca propria un servizio che prima era garantito dallo Stato.
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