Il trasporto a Cuba affonda sempre di più, mentre il ministro promette soluzioni che non arrivano

Ómnibus rotti a L'Avana (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Eduardo Rodríguez Dávila

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Il trasporto di passeggeri a Cuba sta attraversando uno dei suoi momenti più difficili degli ultimi decenni, contrassegnato dalla paralisi delle rotte, dalla scarsità estrema di carburante e da un deterioramento strutturale accumulato nel corso degli anni, mentre il ministro dei Trasporti, Eduardo Rodríguez Dávila, continua a annunciare misure e piani che, di fatto, non riescono a invertire la crisi.

Durante il suo intervento nel programma ufficiale Mesa Redonda, il funzionario ha ammesso il forte impatto che subisce il settore, sebbene abbia attribuito gran parte della situazione al cosiddetto "blocco energetico" degli Stati Uniti.

Tuttavia, anche nella propria spiegazione sono emersi problemi interni di lunga data: bassa disponibilità tecnica, mancanza di lubrificanti, infrastruttura deteriorata e un sistema incapace di sostenere i servizi di base.

Captura di Facebook / Governo Cuba

Rodríguez Dávila ha dettagliato che, di fronte alla scarsità di carburante, il governo è stato costretto a ridurre drasticamente i servizi.

Gli autobus nazionali operano con un'unica partenza giornaliera, i treni circolano appena una volta ogni otto giorni e il traghetto per l'Isola della Gioventù è limitato a due frequenze settimanali.

Molti altri trasporti sono stati direttamente sospesi.

A livello locale, le autorità hanno tentato di mitigare la crisi con soluzioni improvvisate: l'uso di "medibuses" per trasportare oltre 70 mila passeggeri, la riorganizzazione di tricicli elettrici e l'inserimento di attori privati.

Sono stati inoltre prioritizzati servizi considerati essenziali, come il trasporto di oltre 12.800 studenti di scuole speciali e quasi 2.900 pazienti in emodialisi.

Come parte delle proiezioni per il 2026, il ministro ha annunciato il montaggio di 50 microbus e 50 carro funebri, oltre alla distribuzione di 150 tricicli elettrici per i comuni.

Captura di Facebook / Governo Cuba

È stata annunciata anche l'acquisizione dei primi autobus elettrici urbani con stazioni di ricarica alimentate da energia rinnovabile, 400 auto elettriche per i servizi di emodialisi e il completamento delle ambulanze.

Infine, il titolare ha informato sull'installazione di stazioni di ricarica con pannelli solari sull'autostrada nazionale e in altri luoghi di alta domanda.

Tuttavia, queste promesse contrastano con una realtà che da anni si sta deteriorando senza soluzioni strutturali visibili.

Al di là della narrativa ufficiale, il collasso dei trasporti non è un fenomeno recente né può essere spiegato unicamente da fattori esterni.

Per decenni, la mancanza di manutenzione, l'obsolescenza del parco automobilistico, la scarsità di pezzi di ricambio e la cattiva pianificazione hanno progressivamente indebolito il sistema fino a portarlo all'attuale situazione.

I dati lo riflettono chiaramente: il trasporto statale di passeggeri a Cuba è crollato del 93% tra gennaio e settembre 2025, un calo che evidenzia l'entità del collasso.

In pratica, questo si traduce in un paese dove muoversi è diventato un'odissea quotidiana.

In molte città, i servizi sono scomparsi quasi completamente. A L'Avana, ci sono stati momenti recenti in cui tutte le linee urbane sono state sospese per mancanza di carburante.

In altre province la situazione è uguale o peggiore. A Ciego de Ávila, delle 135 linee di autobus funzionano a malapena due, mentre i treni sono stati completamente bloccati a causa della mancanza di gasolio.

A livello nazionale, le cancellazioni si estendono anche ai viaggi interprovinciali. A Las Tunas sono state praticamente sospese tutte le partenze degli autobus, lasciando solo un servizio notturno per La Habana.

Per la popolazione, le conseguenze sono devastanti. Le lunghe attese, che possono superare diverse ore, sono diventate abituali. In molti casi, nemmeno pagando è possibile ottenere un trasporto.

L'aumento dei prezzi dei biglietti, che a volte si moltiplicano in pochi giorni, ha reso la mobilità un lusso inaccessibile per gran parte dei cubani.

Di fronte all'assenza di soluzioni reali, molti cittadini sono costretti a percorrere lunghe distanze, ricorrere a biciclette o dipendere da un mercato informale dove i prezzi possono corrispondere a buona parte dello stipendio mensile.

Testimonianze recenti descrivono anche un "vuoto totale" di trasporto in alcune zone, dove semplicemente non ci sono veicoli disponibili per ore.

Questo deterioramento colpisce anche settori chiave come la salute e il turismo. I pazienti che necessitano di trattamenti regolari devono essere trasferiti in condizioni precarie o rimanere ricoverati per mancanza di trasporto, mentre i lavoratori affrontano enormi difficoltà per arrivare ai loro luoghi di lavoro.

La situazione attuale mette in evidenza non solo una crisi congiunturale, ma anche il risultato di anni di abbandono e decisioni sbagliate.

Sebbene il governo insista nel dare la colpa a fattori esterni, la realtà quotidiana dei cubani mostra un sistema che si è progressivamente sgretolato senza risposte efficaci.

Nel frattempo, le promesse ufficiali continuano ad accumularsi, ma per le strade l'immagine è diversa: fermate affollate, strade vuote e un paese in cui muoversi è diventato una sfida quotidiana.

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Redazione di CiberCuba

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