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Un cubano identificato come Robier González Garbey ha denunciato sui social network che i camion privati che coprono il tragitto tra Micro 8, Ferreiro e Garzón, a Santiago di Cuba, chiedono 100 pesos per effettuare il percorso, il che equivale a 5.000 pesos mensili solo per il trasporto di andata e ritorno al lavoro.
La cifra che González ha esposto in Facebook risulta devastante se si considera che il salario medio a Cuba ha raggiunto appena 6.830 pesos, il che significa che un lavoratore spenderebbe quasi tutto il suo stipendio solo per recarsi al lavoro.
Il regime stesso ha riconosciuto che con uno stipendio di 6.000 pesos è impossibile vivere, eppure le tariffe del trasporto privato continuano a salire senza controllo.
Il collasso del trasporto statale spiega in parte perché i camion privati possono imporre quei prezzi. Secondo dati recenti, il trasporto pubblico statale è diminuito del 93%, lasciando milioni di cubani senza alternative reali per muoversi.
Di fronte a questo vuoto, gli operatori privati stabiliscono tariffe che il mercato —o meglio, la disperazione— finisce per accettare.
A questo si aggiunge il costo del carburante: il diesel nel mercato nero è arrivato a costare 5.000 pesos al litro, costo che i trasportatori privati trasferiscono direttamente ai passeggeri.
La spirale è difficile da rompere: senza combustibile sovvenzionato e senza un trasporto statale funzionale, i prezzi continueranno a salire.
Non è la prima volta che Santiago de Cuba è protagonista di questo tipo di denunce. Nel 2024, il governo di Santiago de Cuba ha tentato di controllare i prezzi del trasporto privato, una misura che non è riuscita a mantenersi di fronte alla realtà del mercato informale.
La situazione non è esclusiva di quella provincia: a Las Tunas, i cubani hanno denunciato a febbraio prezzi abusivi simili, con tariffe che superano di gran lunga quanto un salario statale può sostenere.
La denuncia di González riassume con una frase la situazione che migliaia di lavoratori cubani vivono ogni giorno: "Salvi chi può". Nel frattempo, donne e uomini continuano ad aspettare per ore alle fermate, come le donne che hanno aspettato quattro ore senza opzioni di trasporto in una situazione che si ripete quotidianamente in tutto il paese.
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