Un video pubblicato dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada mostra una persona che tenta di rubare piccoli cilindri di gas liquefatto —conosciuti a Cuba come "balitas"— da un camion in movimento sull'autostrada di Santiago di Cuba, o salendo sul veicolo in corsa per "catturare un passaggio".
La scena, catturata sulla strada e diffusa su Facebook con il titolo "A LO SALVAJE: TENTANO DI RUBARE BALITAS DA CAMION SU UNA SUPERSTRADA IN MOVIMENTO A SANTIAGO DI CUBA", riflette il livello di disperazione a cui è arrivata la popolazione di fronte alla crisi cronica del gas liquefatto, specialmente nell'est del paese.
Nel audio del video si ascoltano le reazioni di testimoni dell'incidente, con frasi che evidenziano l'incredulità di fronte a ciò che accadeva davanti ai loro occhi.
Nei commenti alcune persone affermano che non si trattava di un furto, ma di un tentativo di approfittare del trasporto in mezzo alla crisi del carburante che c'è nel paese. "L'uomo stava prendendo una bottiglia", ha detto un internauta.
Il gesto rappresenta un rischio estremo sia per l'uomo che pendeva dal camion sia per altri utenti in autostrada, una strada ad alta velocità dove qualsiasi manovra di quel tipo può finire in tragedia.
Mayeta Labrada documenta da anni la crisi del gas a Santiago di Cuba. A settembre del 2024 aveva già registrato arresti di presunti ladri di bombole nella regione, e a dicembre del 2025 ha diffuso testimonianze su corruzione e irregolarità nei punti di distribuzione del gas liquefatto nel quartiere José Martí.
L'incidente non è un fatto isolato. Nel 2025 è stata smantellata a Sancti Spíritus una rete clandestina che ha operato tra gennaio e maggio rubando e rivendendo bombole illegalmente.
In Artemisa, un funzionario ha simulato il furto di 40 cilindri per dirottare il combustibile. A L'Avana e a Cienfuegos sono state smantellate anche bande dedicate al traffico di gas liquefatto.
Le reti clandestine sovraccaricano i cilindri—fino a 80 libbre invece delle 60 consentite—e li vendono nel mercato nero, aumentando anche il rischio di esplosione nelle abitazioni.
La scarsità di gas a Cuba è collegata a problemi di fornitura da Venezuela, Giamaica e Curaçao, così come ai debiti accumulati dalla società statale CUPET, il tutto in diretta conseguenza del modello economico imposto da oltre sei decenni di dittatura comunista.
La disperazione dei cubani per ottenere un bene così fondamentale come il gas per cucinare è arrivata a un punto in cui rischiare la vita su un'autostrada sembra, per alcuni, un'opzione valida.
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