Perché i contadini non producono a Cuba? I debiti non sono l'unico problema



Vendita di frutta a CubaFoto © Girón / Raúl Navarro González

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I contadini non producono perché lo Stato non li paga, e quando non producono, lo Stato li incolpa della crisi alimentare, come si sostiene in un'analisi del periodico Girón che svela una delle contraddizioni più gravi dell'agricoltura cubana.

L'articolo, firmato dal giornalista Humberto Fuentes, descrive con precisione il meccanismo che paralizza il campo.

Il produttore consegna il suo latte, la sua carne o i suoi prodotti alla azienda statale, firma una ricevuta e aspetta 30, 60, 90 giorni o più per ricevere il pagamento, mentre i materiali per continuare a produrre —penso, fertilizzanti, salari— devono essere pagati in contante, spesso in dollari.

A questa distorsione si uniscono la scarsità di combustibile e i black out, in uno scenario che spinge molti contadini verso la deprivazione di capitale, la demotivazione e il dirottamento delle loro produzioni verso canali non formali.

"Un minore reddito porta a una minore capacità di acquisto di materiali. Non potendo acquistare mangimi, la massa zootecnica riduce il suo rendimento latteo. Non potendo comprare fertilizzanti, i terreni smettono di essere disinfettati o arati in tempo. Non potendo pagare i braccianti, si perde il raccolto. Il mancato pagamento provoca la bassa produttività che poi viene criticata," concluse.

Quale stimolo può avere un contadino per ampliare i suoi raccolti, tecnificarsi o, almeno, mantenere lo stesso livello di produzione, quando sa che ogni peso che genera si trasforma in un documento senza data di scadenza?

Molti produttori cercano alternative per ottenere liquidità immediata e sopravvivere. Parte della produzione finisce quindi nei mercati agroalimentari di offerta e domanda o nel mercato nero o per necessità di sussistenza.

Un vecchio problema

Il problema non è nuovo né isolato. L'Acopio de La Habana doveva circa 200 milioni di pesos ai suoi produttori, una cifra che già all'epoca evidenziava l'entità del collasso finanziario del sistema statale di acquisti agricoli.

In Sancti Spíritus, Il Río Zaza ha accumulato oltre 150 milioni di pesos di debito con i suoi fornitori, paralizzando la produzione in una delle zone agroalimentari più importanti del paese.

A Granma, i contadini di Yara hanno denunciato oltre 1.000 tonnellate di pomodori non pagati, un esempio concreto di come il mancato pagamento distrugga interi raccolti e scoraggi gli future semine.

Le conseguenze sulla disponibilità di alimenti sono devastanti. Dati ufficiali confermano che la produzione di tuberi è diminuita del 44%, le uova del 43%, il latte del 37,6%, cifre che riflettono il risultato diretto di un sistema che punisce chi produce.

Incluso dalla stampa ufficiale sono state riconosciute le conseguenze di questa pratica.

Cubadebate ha pubblicato recentemente un articolo dal titolo eloquente: Non onorare i debiti si paga molto caro, ammettendo implicitamente che lo Stato ha sistematicamente violato i suoi impegni con i produttori.

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Redazione di CiberCuba

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