Díaz-Canel: si può discutere la partecipazione degli Stati Uniti nell'economia, ma non nel sistema politico



Cuba accetta il dialogo economico, ma non le riforme politicheFoto © Captura de Video/Youtube/La Base

Miguel Díaz-Canel ha affermato che il governo degli Stati Uniti può partecipare all'economia cubana, sebbene abbia chiarito che non permetterà alcun interrogativo sul sistema politico dell'isola né sulla sua sovranità.

Le dichiarazioni sono state rilasciate in una intervista concessa all'ex vicepresidente spagnolo Pablo Iglesias e pubblicata su Canal Red, dove ha affrontato i recenti contatti tra L'Avana e Washington nel contesto della pressione internazionale per promuovere riforme.

Il mandatario ha affermato che ci sono "migliaia di temi" su cui entrambi i paesi possono dialogare, inclusi l'investimento estero, la migrazione, la cooperazione scientifica, l'ambiente e la sicurezza, e ha menzionato tra questi la possibile partecipazione statunitense nell'economia cubana.

Tuttavia, ha tracciato confini chiari affermando che questioni come la sovranità, l'indipendenza e il sistema politico “non sono in discussione”, definendo “inaccettabile” qualsiasi tentativo di ingerenza in questi ambiti.

Le dichiarazioni avvengono in un contesto in cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il segretario di Stato, Marco Rubio, hanno insistito sulla necessità di riforme economiche a Cuba, indicando il modello socialista come causa della crisi.

Díaz-Canel ha riconosciuto che un eventuale processo di negoziazione sarebbe lungo e complesso, poiché comporterebbe l'istituzione di canali di comunicazione, la definizione di agende comuni e il progresso verso accordi che riducano la conflittualità tra i due paesi.

“Noi non vogliamo guerra, noi vogliamo dialogo”, ha affermato, sebbene abbia anche assicurato di essere pronto a dare “la vita per la rivoluzione” in caso di un’aggressione militare.

Il governante cubano ha anche sottolineato che l'isola non ha ricevuto combustibile negli ultimi mesi e ha attribuito la crisi energetica e i blackout alle restrizioni esterne, nonostante il deterioramento strutturale del sistema elettrico nazionale.

Inoltre, ha sottolineato che l'ex presidente Raúl Castro rimane attento alla situazione politica del paese e mantiene una comunicazione frequente con l'attuale leadership.

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