Il governo di Spagna prende le distanze da Trump riguardo a Cuba: “Che decidano i cubani”



La Spagna chiede che Cuba decida senza ingerenzeFoto © Wikimedia Commons

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Il ministro degli Affari Esteri della Spagna, José Manuel Albares, ha affermato questo mercoledì nel Congresso che il futuro di Cuba deve essere deciso esclusivamente dai cubani, in una posizione che segna una distanza dalla politica di pressione promossa dall'amministrazione del presidente Donald Trump.

Durante il suo intervento, Albares ha difeso l'invio di aiuti umanitari all'isola e ha assicurato che la Spagna sta già lavorando sia a livello bilaterale che all'interno dell'Unione Europea per rispondere alla crisi che il paese sta affrontando.

Il cancelliere, che ora prende le distanze ma che in passato aveva promesso aiuti umanitari in alimenti e materiali sanitari di prima necessità a Cuba attraverso il sistema delle Nazioni Unite, ha insistito sul fatto che questa assistenza mira ad alleviare la situazione del popolo cubano in un contesto contrassegnato da scarsità e difficoltà economiche.

Allo stesso modo, ha ribadito il rifiuto del governo spagnolo all'embargo statunitense e ha sottolineato che la Spagna sarà "sempre al fianco del popolo cubano" per garantire aiuti di emergenza e sostegno in un momento che ha definito complesso.

In questo senso, Albares ha sottolineato che devono essere “loro e solo loro” a decidere liberamente il futuro di Cuba, sostenendo una soluzione basata sulla volontà dei cittadini all'interno dell'isola e non su pressioni esterne.

Il tema di Cuba ha nuovamente generato tensioni nel Congresso spagnolo, dove settori di sinistra hanno sfruttato il dibattito per difendere apertamente il regime cubano e mettere in discussione la politica di Washington.

Il portavoce di Esquerra Republicana, Gabriel Rufián, nel suo intervento ha definito la politica degli Stati Uniti come un "blocco selvaggio" e ha affermato che Cuba è un simbolo politico a livello globale.

Nel suo intervento, ha anche elogiato il sistema cubano, mettendo in evidenza la sua performance durante la pandemia e l'invio di medici in altri paesi.

Le sue dichiarazioni sono in contrasto con le critiche di altri settori che evidenziano la mancanza di libertà nell'isola e imputano al regime la profonda crisi economica e sociale che colpisce milioni di cubani.

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