La Spagna invierà aiuti alimentari e sanitari a Cuba



Bruno Rodríguez Parrilla e José Manuel Albares, cancellieri di Cuba e Spagna, rispettivamente.Foto © Ministero degli Affari Esteri, UE e Cooperazione

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La Spagna ha comunicato questo lunedì che invierà aiuti umanitari in cibo e materiale sanitario essenziale a Cuba tramite il sistema delle Nazioni Unite, in un gesto che arriva in un momento di grave aggravamento della crisi energetica ed economica che sta affrontando l'isola.

L'annuncio è stato fatto dal ministro degli Affari Esteri spagnolo, José Manuel Albares, al cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla durante un incontro tenutosi a Madrid, su richiesta del funzionario cubano. Il Governo spagnolo, attraverso l'Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo (AECID), non ha ancora fornito dettagli sul volume né sul calendario della spedizione.

L'aiuto, che sarà canalizzato dall'ONU, include cibo e prodotti sanitari di prima necessità, due dei settori più urgenti per milioni di famiglie cubane che affrontano prolungati blackout, scarsità di carburante e difficoltà nel mantenere i servizi essenziali come la salute e il trasporto.

Il stesso Bruno Rodríguez ha sottolineato nel suo profilo ufficiale su X che l'incontro con Albares è servito per “ribadire la volontà di rafforzare il dialogo politico, economico-commerciale e la cooperazione a beneficio di entrambi i paesi”, e ha collocato la cooperazione nel contesto di quella che ha definito la “crescente aggressione degli Stati Uniti contro Cuba”, in particolare per quanto riguarda il “blocco delle forniture di carburante che provoca sofferenze al nostro popolo”.

Rodríguez ha anche espresso il sostegno de L'Avana al Vertice Iberoamericano che la Spagna organizzerà a Madrid a novembre e ha sottolineato l'importanza del "multilateralismo" per affrontare le sfide globali.

Pero mentre le autorità parlavano di cooperazione, un gruppo di attivisti cubani a Madrid ha duramente contestato il cancelliere cubano, gridando slogan come “¡Miserable!”, “¡Asesino!” e “¡Vogliamo una Cuba libera!”, denunciando che il regime che lui rappresenta non ha risolto i problemi che spingono migliaia di connazionali ad emigrare, a soffrire la miseria nell'isola o ad esprimere frustrazione nei confronti dei propri inviati.

La scena, avvenuta prima dell'incontro diplomatico, riflette il profondo malcontento della diaspora cubana in Spagna e di molti sull'isola, che guardano con scetticismo qualsiasi gesto che non sia accompagnato da soluzioni profonde per un'economia in declino, con un mercato informale saturo e forniture di carburante discontinue.

L'aiuto annunciato dalla Spagna si aggiunge ad altre iniziative internazionali che hanno cercato di alleviare la crisi umanitaria a Cuba. Le Nazioni Unite hanno lavorato con donazioni di cibo e assistenza in diverse regioni del paese, mentre recentemente altri paesi, come il Messico, hanno mobilitato tonnellate di prodotti di prima necessità in risposta alla scarsità generata dalla mancanza di carburante e agli effetti di fenomeni naturali.

Per molti cubani, tuttavia, l'arrivo di cibo e medicine non può compensare la sensazione di abbandono e la mancanza di reali opportunità sull'isola, che continua a operare sotto restrizioni esterne ed interne che limitano l'accesso a ciò che è più essenziale.

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