Mariela Castro partecipa anche al carrozzone del Convoy Nuestra América e al suo turismo ideologico a Cuba

La visita del gruppo ha riacceso il dibattito sull'uso politico della realtà cubana da parte di alcuni settori della sinistraFoto © Facebook/Cenesex

Mariela Castro Espín, direttrice del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex), ha ricevuto questo venerdì a L'Avana membri del cosiddetto Convoglio Nuestra América, un'iniziativa internazionale composta da attivisti e politici di sinistra che promuove azioni di solidarietà con il governo cubano.

Secondo quanto riportato dal Cenesex sulla sua pagina Facebook, durante l'incontro la funzionaria ha spiegato ai visitatori le principali missioni dell'istituzione e i risultati che, secondo il discorso ufficiale, il paese ha raggiunto in materia di educazione sessuale, uguaglianza di genere e diritti umani.

Captura di Facebook/Cenesex

Alla riunione hanno partecipato anche attivisti e specialisti legati a organizzazioni promosse dallo stesso centro, tra cui rappresentanti di reti di persone che vivono con HIV/SIDA e di collettivi legati all'attivismo delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali (LGBTI) nell'isola.

Secondo il rapporto dell'istituzione, durante l'incontro è stata affrontata la situazione che vive Cuba, attribuita al “recrudescimento delle politiche ostili e di soffocamento” da parte del governo degli Stati Uniti, un argomento ribadito dalle autorità cubane per spiegare la profonda crisi economica ed energetica che attraversa il paese.

Da parte loro, i membri del convoglio internazionale hanno anche condiviso messaggi di sostegno al governo cubano.

Un rapporto della pagina Facebook Cuba Analysis ha precisato che la delegazione è partita per la capitale con donazioni e con l'obiettivo di esprimere solidarietà di fronte a ciò che hanno descritto come "aggressione imperialista" da parte degli Stati Uniti.

La visita di questi attivisti fa parte di una serie di incontri avvenuti negli ultimi giorni con funzionari e istituzioni dello Stato cubano, compresi scambi con il governo Miguel Díaz-Canel.

La presenza del Convoy Nuestra América ha generato forti critiche tra i cubani dentro e fuori dall'isola, che mettono in discussione il ruolo di questi visitatori stranieri in mezzo alla grave crisi economica che colpisce la popolazione.

La giornalista Yoani Sánchez ha reagito sabato scorso sui social media a queste visite con un messaggio diretto: “Noi non siamo un parco tematico. Andate a fare turismo ideologico altrove. Qui stiamo soffrendo”.

Il commento riflette un malessere che è stato espresso anche da intellettuali e cittadini che denunciano l strumentalizzazione politica della crisi cubana.

Prima, la musicologa e storica Rosa Marquetti ha criticato quello che ha definito come la “folklorizzazione della miseria” cubana e ha messo in discussione le iniziative internazionali che, secondo lei, trasformano la situazione del paese in un palcoscenico simbolico per dibattiti ideologici.

Le critiche si sono intensificate dopo le dichiarazioni di alcuni membri del Convoglio, come l'ex vicepresidente spagnolo Pablo Iglesias, che hanno minimizzato la gravità della situazione interna o attribuito la crisi esclusivamente a fattori esterni.

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