La notte a Cuba "è diventata un pozzo oscuro": il duro messaggio dell'attore Ray Cruz

Una isla vuota e senza speranza, così ha descritto Cuba l'attore Ray CruzFoto © Instagram/raycruz_actor

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“Un'isola deserta in mezzo al mare, deserta non perché non ci siano abitanti, ma perché non c'è fede, né voglia, né desideri, né passione e questo è il vuoto più profondo in cui ci si possa trovare”. Con queste parole dure ha descritto il panorama cubano attuale il popolare attore di televisione, cinema e teatro Ray Cruz.

“La notte, che è sempre stata associata al romanticismo, alla bohème, al malecon dell'Avana, è diventata un pozzo oscuro dove gli echi non si sentono”, ha commentato Ray sul suo profilo Instagram, alludendo all'intensa crisi di black-out che affligge il paese.

Il messaggio ha immediatamente suscitato centinaia di reazioni e commenti tra i suoi seguaci, che per la maggior parte hanno confermato l'atmosfera di tristezza e disperazione che vive il paese, esprimendo gratitudine all'attore per averla rappresentata nel suo scritto.

“Cosa succede con le ore che passano nel buio, in cui non si fa altro che aspettare e aspettare, e tutto ciò che non arriva diventa eterno?”, ha scritto l'attore, conosciuto per programmi televisivi come la serie storica “LCB, la otra guerra”, il comico “Al habla con los muertos”, il romanzo “Entrega” o, più recentemente, il programma di taglio storico “Tomo 1”.

Ray (Rayssel Cruz, L'Avana, 1985), che è anche musicista e insegnante d'arte, ha accennato alla perdita di "quella voglia di andare avanti, di svegliarsi per uscire e combattere la vita", uno spirito che, a suo avviso, permetteva di mantenere l'unità e di nutrire i sogni della nazione.

Come chi disegna una dolorosa mappa notturna della capitale cubana, sottolineò che restava “un Morro al buio, alcune strade vuote di romanticismo e piene di tristezza, un Prado con leoni che, se potessero spezzare il ferro, avrebbero inghiottito più di uno”.

Negli scambi tra i foristi, non è mancato chi ha criticato Ray per aver dato vita sullo schermo a una storia raccontata dal potere cubano, non contro la narrativa ufficiale. A questo l'attore ha risposto: “Nessuno mi obbliga. La storia di uno è la storia di uno, quella di Cuba, per certo, è molto ricca e bella”.

Ha anche spiegato che il programma televisivo a cui si riferiva la commentatrice - “Tomo 1” - lo realizza “con il maggior affetto” perché fa parte della sua storia e di quella di molti cubani.

La crisi multidimensionale che colpisce il paese, con blackout che, come riconosciuto dallo stesso mandatario Miguel Díaz-Canel, si prolungano per oltre 30 ore, ha deteriorato la vita quotidiana a tal punto che molti la definiscono già una crisi umanitaria. 

Figuras pubbliche come l'attore Jorge Perugorría hanno cercato di continuare a sostenere il discorso del governo e attribuire tutti i problemi della nazione all'embargo di carburante dell'attuale amministrazione degli Stati Uniti.

Nel frattempo, altri attori e intellettuali, come Ulises Toirac, hanno mantenuto una posizione critica nei confronti delle decisioni governative e hanno suggerito al governo che le enormi carenze non si risolvono con slogan, ma con azioni.

“Un'isola che non si salva, né in questa, né in tre vite ancora”, si è lamentato Ray Cruz alla fine del suo post. La disperazione -che ha spinto proteste sostenute in vari luoghi dell'isola da più di una settimana- contrasta con lo spirito di ottimismo e trasformazione che caratterizzava il suo personaggio del professor Manuel nella telenovela “Entrega”, del 2019.

In quella serie, l'obiettivo era “promulgare un messaggio positivo, umano e realistico, sempre attaccato alle complessità che ci circondano in questo momento, ma senza smettere di avere speranza”, ha commentato lo stesso Ray in un intervista di quel periodo.

Che altro impegno si potrebbe chiedere al popolo cubano? Sembra trasparire ora dal suo post.

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Redazione di CiberCuba

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