Continuano a crescere i blackout: fino a 2.040 MW di impatto questo sabato a Cuba

Cuba al buio per i blackout (immagine di riferimento dell'Avana)Foto © FB/Jorge Dalton

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Non scappa per il cubano. L'Unione Elettrica di Cuba prevede per questo sabato Blackout fino a 2.040 MW durante le ore di punta, in mezzo a un deficit di produzione superiore a 2.000 MW che approfondisce la crisi energetica del paese.

Il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) continua a operare sotto forti restrizioni. Secondo il comunicato ufficiale divulgato questo sabato, il giorno precedente il servizio ha subito un deficit -blackout- per 24 ore, con una massima interruzione di 1,977 MW registrata alle 19:10, superiore a quanto pianificato a causa dell'ingresso tardivo dell'Unità 3 della centrale termoelettrica di Cienfuegos.

Per la giornata di sabato, la disponibilità del sistema alle 06:00 era di 1.120 MW rispetto a una domanda di 2.450 MW, il che lasciava già 1.326 MW di domanda non soddisfatta dalle prime ore del giorno. Durante l'orario di punta si stima un'impatto di 1.250 MW.

Il panorama si aggrava durante il turno notturno. Le autorità prevedono una disponibilità di 1.120 MW a fronte di una domanda massima di 3.130 MW, il che genererebbe uno squilibrio di 2.010 MW e provocherà blackout stimati in 2.040 MW se le condizioni previste dovessero rimanere invariate.

Il sistema elettrico affronta inoltre molteplici guasti tecnici, parte di un deterioramento strutturale generalizzato. Tra le principali segnalazioni figurano guasti nell'Unità 5 della centrale termoelettrica di Mariel; le unità 1 e 2 di Santa Cruz; l'Unità 2 di Felton; e le unità 3 e 6 della centrale termoelettrica Antonio Maceo.

A questi si aggiungono lavori di manutenzione nell'Unità 6 del Mariel, nell'Unità 5 di Nuevitas e nell'Unità 4 della centrale Carlos Manuel de Céspedes, a Cienfuegos, indica il rapporto.

Rimangono inoltre fuori servizio 336 MW a causa di limitazioni nella generazione termica, il che riduce ulteriormente la capacità di risposta del sistema.

Sebbene il Governo abbia promosso l'installazione di nuovi parchi solari fotovoltaici, la cui produzione ha raggiunto 4.119 MWh questo venerdì, con una potenza massima di 600 MW a mezzogiorno, tale generazione risulta insufficiente per compensare la diminuzione della capacità generale del sistema.

La situazione energetica rende drammatiche le condizioni di vita quotidiana della popolazione. Sui social media, i cittadini segnalano giornate di diversi giorni senza elettricità né acqua.

Laura, una madre cubana, ha raccontato di recente di aver trascorso quattro giorni consecutivi senza elettricità, il che ha influenzato anche l'approvvigionamento idrico nella sua abitazione, rendendo estremamente difficile la routine domestica della sua famiglia. Lei è solo una delle migliaia di madri e padri dell'Isola che devono fare "magia" per sostenere le loro famiglie in simili circostanze.

Il deterioramento del servizio elettrico ha portato da mesi a proteste in diversi punti del paese. I residenti del quartiere El Vaquerito, a Morón, Ciego de Ávila, hanno organizzato un cacerolazo che è rapidamente sfociato in una protesta fragorosa la notte di questo venerdì per denunciare i prolungati blackout che colpiscono la zona.

La manifestazione, che ha raggiunto una grande intensità e risonanza, ha incluso l'incendio di oggetti appartenenti alla sede municipale del Partito Comunista, organo politico che a Cuba concentra, insieme alle forze armate e al governo, il potere totalitario sulla società.  

También si sono registrate manifestazioni nel comune Unión de Reyes, a Matanzas, dove i residenti hanno protestato dopo essere rimasti per oltre 45 ore consecutive senza elettricità, una situazione che ha lasciato molte famiglie senza accesso all'acqua a causa della paralisi dei sistemi di pompaggio.

Fino a quando la vita di sopravvivenza, con blackout quotidiani, senza cibo, senza trasporti?, si chiedono centinaia di utenti sui social.

Le autorità del paese, rapide nel reprimere le proteste, non offrono risposte coerenti né soluzioni fattibili alla profonda crisi. Anzi, continuano a organizzare insipidi atti di "riaffermazione rivoluzionaria".

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Redazione di CiberCuba

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