I vicini di Morón si sono radunati di fronte alla stazione di polizia a gridare "Libertà"

Proteste a MorónFoto © Captura di video di Facebook di El Funky

In mezzo alle proteste che hanno scosso il paese di Morón venerdì sera, un gruppo di cittadini ha vissuto un momento di tensione posizionandosi di fronte alla stazione di polizia per gridare "Libertà" in piena strada.

Un video che circola sui social mostra giovani donne e uomini in piedi, a viso scoperto, a rivendicare i loro diritti. Nelle immagini si vede anche una madre con la sua bimba in braccio che partecipa alla protesta.

Nel portale della stazione, poliziotti e altri membri del Ministero dell'Interno, in piedi a osservare, senza osare intervenire né abbandonare le loro posizioni.

I manifestanti cantavano e facevano risuonare pentole e oggetti metallici, un vero e proprio cacerolazo.

Per diversi minuti, i manifestanti, senza nascondere la loro identità, si sono messi direttamente di fronte agli agenti del regime per chiedere libertà ed esprimere il loro malcontento, mentre gli uomini in uniforme rimanevano immobili.

Le immagini che circolano su Internet sono state registrate da uno dei manifestanti.

Protesta che ha attraversato diverse strade della città

Quanto accaduto di fronte alla stazione di polizia faceva parte di una manifestazione più ampia avvenuta quella stessa notte nel comune di Avileña.

Decine di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro i blackout, la carenza di cibo e la profonda crisi economica che colpisce il paese.

Video diffusi sui social media mostrano una folla che cammina per diverse zone della città mentre ripete più e più volte lo slogan "Libertà!" e fa risuonare pentole e oggetti metallici.

In una delle registrazioni si sente una persona trasmettere in diretta mentre incoraggia altri vicini a unirsi alla protesta.

"Vamos, gente, condividete questa diretta! Morón e Ciego de Ávila in strada a chiedere libertà", dice il narratore nel video.

Secondo quella testimonianza, la marcia si è avviata per diverse strade fino a raggiungere le vicinanze della unità di polizia.

"Il popolo si è stancato di soffrire la fame, il lavoro, la necessità, senza elettricità… È finita!" afferma uno dei manifestanti mentre continua la marcia.

La consigna "Patria y Vida", che è diventata simbolo di opposizione dopo le proteste nazionali dell'11 luglio 2021, è stata anch'essa intonata.

Le immagini mostrano che molte persone utilizzavano le torce dei loro telefoni cellulari e le luci delle motociclette per illuminare il cammino in mezzo ai blackout.

Incendio della sede del Partito Comunista e segnalazioni di spari

La tensione è aumentata durante la notte quando un gruppo di vicini ha incendiato la sede municipale del Partito Comunista di Cuba (PCC).

Secondo quanto riportato dal giornalista indipendente Guillermo Rodríguez Sánchez, un poliziotto avrebbe sparato e colpito al muscolo un giovane che si trovava vicino a un falò in piena strada, di fronte alla sede del partito.

"Momento esatto in cui, secondo i presenti, un poliziotto ha sparato con la sua pistola colpendo al coscia un ragazzo che si trovava intorno a un falò al centro della strada di fronte al PCC di quel municipio", ha spiegato il comunicatore condividendo il video dell'incidente.

Nelle immagini diffuse si vedono diversi vicini che trasportano il giovane ferito per portarlo via dal luogo mentre cercavano di prestargli aiuto.

Altri video condivisi successivamente mostrano come i manifestanti lanciassero oggetti in fiamme contro la sede del Partito, mentre il fuoco finiva per raggiungere parte dell'edificio.

Secondo le immagini pubblicate dal giornalista Mario J. Pentón, alcuni manifestanti sono riusciti ad entrare nell'immobile e a portare via parte del mobilio, quadri e materiali di propaganda politica.

Gli oggetti furono accumulati nel mezzo della strada e trasformati in un grande falò mentre si udivano grida e slogan contro il regime.

Internet interrotto e denunce di repressione

Gli incidenti sono avvenuti inoltre durante un'interruzione del servizio di Internet nella località, il che ha reso difficile la circolazione delle informazioni in tempo reale.

Giornalisti e attivisti hanno denunciato che l'interruzione della connessione è coincisa con i rapporti di spari e con la diffusione di immagini dell'incendio vicino alla sede del PCC.

Il giornalista José Raúl Gallego ha anche riportato che diverse biciclette utilizzate dagli agenti di polizia sarebbero state bruciate durante i disordini.

Le denunce segnalano inoltre che forze speciali dispiegate nella zona avrebbero liberato cani contro i manifestanti per disperdere la protesta.

Secondo quei rapporti, tra i partecipanti alla manifestazione c'erano bambini e adolescenti.

Quanto accaduto riflette il crescente malcontento sociale accumulato dopo anni di crisi economica, blackout prolungati, scarsità di cibo e mancanza di libertà.

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Redazione di CiberCuba

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