"Non bruciarla, è quella della nostra libertà!": L'epico momento in cui un giovane difende la bandiera cubana durante le proteste a Morón

La tensione a Morón non si è limitata all'incendio di fronte alla sede del PCCFoto © Captura di video dai social media

Un momento particolarmente teso delle proteste registrate ieri sera a Morón, nella provincia di Ciego de Ávila, è stato catturato in un video che mostra un giovane che chiede a un altro manifestante di non bruciare la bandiera cubana durante i disordini davanti alla sede municipale del Partito Comunista (PCC).

“Non bruciarla, non bruciarla, perché quella è la nostra libertà!”, si sente dire in mezzo al caos, mentre intorno si odono grida, slogan di “Libertà!” e inviti al lanciare fuoco all'interno dell'edificio.

Di seguito, il giovane che porta il vessillo nazionale, presumibilmente prelevato dalle dipendenze del PCC, si arrampica su un palo sul marciapiede e inizia a sventolarlo in mezzo all'euforia generale.

Le immagini fanno parte di una registrazione di circa sette minuti, una delle molte che documentano alcuni dei momenti più intensi della protesta avvenuta la notte di venerdì e nella mattina di sabato, quando un gruppo di manifestanti ha incendiato la sede locale del PCC in un contesto di forte tensione.

Durante la registrazione si sentono anche slogan contro il governo, discussioni tra i presenti e inviti a proseguire le azioni contro l'edificio ufficiale.

La tensione a Morón non si è limitata all'incendio di fronte alla sede del PCC. Altri video diffusi sui social mostrano un gruppo di cittadini che si confrontano direttamente di fronte alla stazione di polizia del comune, urlando “Libertà!” in mezzo alla strada, in una sfida poco comune alle autorità.

N nelle immagini si possono vedere giovani donne e uomini che protestano a volto scoperto, battendo pentole e oggetti metallici in un cacerolazo, mentre cantano slogan contro il regime.

Tra i manifestanti c'è anche una madre con la sua bambina in braccio, che partecipa alla protesta davanti all'edificio della polizia.

Nel portale della stazione rimanevano diversi agenti di polizia e altri membri del Ministero dell'Interno, che osservavano la scena senza intervenire né abbandonare le loro posizioni.

Per diversi minuti, gli agenti in uniforme rimasero immobili mentre i manifestanti continuavano a urlare “Libertà!” ed esprimevano il loro discontento proprio di fronte a loro.

Secondo vari rapporti diffusi sui social media, durante gli eventi a Morón è rimasto ferito un giovane di 16 anni, il che, se confermato, implicherebbe che si tratti di un minorenne.

Nonostante la circolazione del video in cui si sentono il colpo e il ragazzo ferito, portavoce legati all'apparato ufficiale cubano lo hanno negato.

Il profilo Facebook di Carlos Pérez ha dichiarato che il giovane apparso nei reporti “ha guidato il caos” e che in realtà si è infortunato cadendo mentre cercava di strappare il cartello del Partito.

La stessa narrazione è stata ripetuta dal giornalista ufficialista Francisnet Díaz Rondón, il quale ha affermato che “non ci sono stati feriti da arma da fuoco” e che i colpi sono stati sparati unicamente “in aria per disperdere la rivolta”.

Il giornale ufficiale Vanguardia ha anche sostenuto sui social media X che non ci sono stati manifestanti colpiti da proiettili e che il giovane è rimasto ferito dopo una caduta.

Tuttavia, le immagini diffuse dal luogo dei fatti mostrano un ragazzo senza maglietta e di corporatura esile trasportato con urgenza da vari manifestanti, il che ha suscitato dubbi sui social media riguardo alla versione offerta da mezzi legati al governo.

Le proteste a Morón sono avvenute in un contesto di crescente malessere sociale sull'isola, caratterizzato da prolungati blackout, scarsità di cibo e dal deterioramento delle condizioni di vita.

Durante la giornata si è anche riportato il taglio del servizio Internet e l'incendio di diverse biciclette utilizzate dagli agenti di polizia.

I video sui social mostrano anche residenti che sfilano per diverse zone della città mentre effettuano cacerolazos e gridano slogan di "Libertà!".

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Redazione di CiberCuba

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