Il regime dispiega misure in "punti critici" dei centri statali a Morón: "Tutto il personale deve essere raggiungibile"

Lavoratori a MorónFoto © Facebook / Direzione Municipale per l'Ordine Territoriale e l'Urbanistica a Morón

Le autorità locali hanno attivato misure di sorveglianza e controllo nelle istituzioni statali di Morón dopo le proteste registrate in quel comune nella notte di sabato.

Le entità hanno chiesto ai loro lavoratori di rafforzare la vigilanza operaia, l'aggiornamento immediato dei registri del personale, l'obbligo di mantenere tutti i lavoratori rintracciabili, la disciplina informativa e una risposta organizzata di fronte a possibili atti vandalici.

Così viene riportato da una “Puntualizzazione di Vigilanza e Risposta” emessa dalla Direzione Municipale di Pianificazione Territoriale e Urbanistica di Morón.

Il documento sottolinea che queste disposizioni vengono adottate “in conformità con il compito del Partito e del Governo” e stabilisce come priorità la “localizzazione immediata” del personale.

In concreto, ordina di aggiornare i registri e stabilisce che “tutto il personale deve essere rintracciabile”.

Tra le misure più rilevanti figura l'attivazione della “guardia obrera”, definita nel testo come un rafforzamento della vigilanza in “punti critici e risorse dell'ente”.

L'istruzione punta a una mobilitazione interna all'interno dei luoghi di lavoro per custodire le strutture e i beni statali in un contesto di tensione dopo le manifestazioni.

Captura di Facebook

La direttiva impone anche una “disciplina informativa”. Secondo il documento, qualsiasi incidente deve essere segnalato immediatamente e si devono “evitare i rumor”, una formulazione che suggerisce un tentativo di controllare la circolazione delle informazioni nelle istituzioni dopo i fatti accaduti in città.

Un altro dei punti ordina una "risposta unita" di fronte a qualsiasi "atto vandalico", sulla premessa che debba prevalere "l'organizzazione e la fermezza".

Il testo si conclude con un'indicazione politica e operativa: “Organizzati e pronti a difendere la tranquillità del nostro centro”.

Queste misure sono state adottate dopo una notte di proteste a Morón, dove decine di persone sono scese in strada per manifestare contro i blackout, la scarsità di cibo e la crisi economica.

Video diffusi sui social mostrano una folla che marcia di notte per varie strade del comune mentre grida “Libertà!” e fa rumore con le pentole.

In una delle registrazioni, il narratore invita altri vicini a unirsi: “Morón e Ciego de Ávila in strada a chiedere libertà”.

La protesta si è spostata per diverse zone della città fino a raggiungere le vicinanze di un'unità di polizia.

Durante la trasmissione si possono anche sentire lamentele per la fame, la mancanza di corrente e le carenze accumulate.

“Il popolo è stanco di soffrire la fame, la fatica, la necessità, senza energia... È finita!”, dice una delle persone che partecipano alla marcia.

Si sentono anche appelli diretti ad altri residenti: “E tu di Morón, se mi stai vedendo, unisciti!” insieme allo slogan “Patria e Vita”.

Le immagini mostrano inoltre una marcia notturna illuminata da torce dei telefoni cellulari e luci di motociclette.

Questo malessere è stato causato dalla profonda crisi economica ed energetica che attraversa Cuba, caratterizzata da black-out che in diverse province superano le 20 ore al giorno, problemi persistenti di approvvigionamento alimentare e una forte inflazione.

I commenti degli utenti sui social media riflettono frustrazione per la situazione del paese.

“È già abbastanza, non c'è cibo, né corrente, né acqua”, ha scritto un'utente identificata come Sulen López, mentre un altro commento diceva: “Fino a quando, è da molto tempo che sopportiamo”.

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