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Il medico cubano Erlis Sierra Gómez, noto per la sua coraggiosa posizione nei confronti delle autorità locali durante una protesta a Baire, municipio di Contramaestre, ha lasciato il paese mercoledì dopo mesi di arresti, pressioni e restrizioni professionali.
Sierra Gómez è diventato noto lo scorso ottobre, quando ha affrontato funzionari del Partito Comunista chiedendo loro soluzioni concrete ai problemi della sua comunità, ricordando che la Costituzione gli conferisce il diritto di parlare liberamente.
Dopo quel teso scambio con i dirigenti del municipio, il giovane è stato arrestato e costretto a girare un video di pentimento e ritrattazione, nel quale ha letto un testo visibilmente imposto sotto pressione.
Cinque mesi dopo, il pediatra e padre di due figli ha dovuto lasciare Cuba.
Secondo le denunce inviate al giornalista Yosmany Mayeta Labrada da persone vicine al medico, questi sarebbe stato messo al bando dal continuare a esercitare la sua professione all'interno del sistema sanitario a Santiago di Cuba, una situazione che lo avrebbe spinto a prendere questa decisione.
Prima di partire, già sull'aereo, scrisse su Internet: "La vita è sempre buona e la sua ricompensa arriva quando meno te lo aspetti. Sogno realizzato. Ora tocca combattere. Grazie alle persone che sono state al mio fianco e a quelle che hanno reso possibile tutto questo oggi. E grazie a Dio per la sua benedizione".
La protesta a Baire
Lo scorso ottobre, un'ondata di proteste ha scosso Baire, Contramaestre, con decine di residenti in strada che urlavano "Libertà!" e "Abbasso la dittatura!".
Tra i partecipanti c'era il giovane medico, che si è presentato di fronte alle autorità e ha chiesto soluzioni per la mancanza d'acqua, la raccolta della spazzatura non effettuata, i blackout elettrici e la crisi del sistema sanitario.
"Non ho paura di andare lì perché nessuno mi farà nulla, perché qui nella Costituzione ho libertà di espressione", ha dichiarato Sierra, evidenziando la sua ferma posizione di fronte all'inefficienza dei delegati locali.
Propose di organizzarsi con la comunità per risolvere problemi quotidiani senza dipendere dalla burocrazia statale.
Horas dopo, agenti della Polizia e del MININT si sono recati a casa sua e lo hanno arrestato, ammanettato, alla presenza della sua famiglia.
Sua madre ha denunciato pubblicamente la situazione, assicurando che suo figlio non aveva partecipato come leader né aveva provocato alcun disordine.
Detenzioni e pressione
Al arresto del medico si è aggiunto quello di sua madre, dopo aver pubblicato un video in cui chiedeva giustizia per suo figlio. Ore dopo è stata rilasciata.
Inoltre, sono trapelati audio che mostrano le minacce precedenti all'arresto e la tensione nell'abitazione del medico, prova del clima di intimidazione del regime.
Dopo il suo arresto, Sierra è stato costretto a registrare un video di ritrattazione, letto con evidente tensione e sotto pressione, in cui affermava di non essere stato maltrattato e che non cercava di dividere il popolo.
Attivisti e giornalisti indipendenti hanno confermato che questi video sono stati redatti dagli agenti della Sicurezza dello Stato e che riflettono un tentativo di controllare la narrazione della protesta e di screditare la voce dei cittadini.
"Queste pratiche evidenziano la disperazione dell'apparato repressivo nel voler controllare la narrativa, mentre il popolo continua a denunciare abusi e censura," ha dichiarato allora Mayeta Labrada.
Altri detenuti dopo la protesta a Baire, come l'infermiere Humberto Nieto Sierra, sono stati costretti a realizzare registrazioni simili.
La partenza di Erlis Sierra segna la conclusione di mesi di pressione, minacce e restrizioni, e lascia dietro di sé un episodio che simboleggiava il coraggio di un medico pronto a parlare a nome della sua comunità, nonostante la repressione e la sorveglianza costante da parte dello Stato cubano.
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