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L'Empresa Elettrica di Holguín ha annunciato questo venerdì un nuovo sistema di rotazione dei blackout che dà priorità ai circuiti con più tempo senza servizio e promette solo tre ore di elettricità quando sarà il loro turno.
Durante una conferenza stampa, il direttore generale dell'ente, Rubert Reynaldo González, ha spiegato che il nuovo schema abbandona il sistema di blocchi precedentemente stabilito e darà ora priorità a quei circuiti che accumulano il maggior tempo senza servizio.
In base a un rapporto del quotidiano ufficiale ¡Ahora!, la strategia mira a garantire almeno tre ore di elettricità ai circa 124 circuiti presenti nel territorio, sempre a seconda della disponibilità reale di energia nel Sistema Elettrico Nazionale (SEN).
Il meccanismo prevede che i circuiti con maggiori disagi figurino in cima alla lista di riconessione e, una volta ricevuto il loro tempo di servizio, passino alla fine dell'ordine per consentire anche ad altri di accedere all'approvvigionamento.
Le autorità hanno riconosciuto che il sistema elettrico provinciale affronta una forte limitazione energetica. Lo stesso direttore dell'azienda ha ammesso che la debolezza del SEN ha impedito di rispettare le rotazioni previste, poiché alcuni circuiti rimangono collegati più a lungo del pianificato mentre altri rimangono spenti.
Nonostante il nuovo design, gli utenti non potranno sapere con precisione quando riceveranno il servizio. Le autorità hanno indicato che l'unico impegno è che, quando arriverà il turno di ogni circuito, venga garantito un minimo di tre ore di elettricità.
Il funzionario ha spiegato inoltre che il SEN è concepito per operare in modo interconnesso tra le regioni del paese, il che consente di compensare i deficit energetici tra i territori, sebbene ciò comporti anche il rischio che un'perturbazione provochi guasti maggiori a catena.
In questo scenario, le autorità hanno segnalato che durante la giornata di giovedì solo un numero ridotto di circuiti rimaneva operativo, con appena 18 in funzione, il che ha costretto a sospendere la connessione di altri che erano spenti.
Il deterioramento del SEN ha causato interruzioni prolungate dell'elettricità in diverse province del paese.
In Santiago di Cuba, ad esempio, l'azienda elettrica locale ha riferito che alcuni circuiti ricevono a malapena circa due ore di servizio a causa del grave deficit di produzione.
Secondo il bollettino giornaliero dell'Unione Elettrica (UNE), il paese affronta un deficit che supera ampiamente la capacità di generazione disponibile.
Per l'orario di punta della notte, la UNE ha previsto una disponibilità di 1.195 MW rispetto a una domanda massima stimata di 3.050 MW.
Questo comporta un deficit di 1,855 MW e un impatto previsto di 1,885 MW, cifre che anticipano blackout massivi in tutto il territorio nazionale se le condizioni previste dovessero persistere.
In mezzo a questo panorama critico, un dato incoraggiante è stata l'entrata in funzione della centrale termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas, la cui disconnessione mercoledì a causa di un guasto nella caldaia ha provocato un nuovo calo del SEN che ha lasciato senza servizio gran parte del territorio nazionale.
A questi problemi si aggiungono il deterioramento degli impianti termoelettrici, la mancanza di manutenzione e la scarsità di combustibile, fattori strutturali che tengono paralizzata buona parte della generazione distribuita.
In mezzo a questa crisi energetica, la giornalista cubana Yirmara Torres Hernández ha descritto i blackout prolungati come una forma di “tortura psicologica” per la popolazione.
In un post su Facebook ha raccontato che, nella zona in cui risiede, a Matanzas, le interruzioni di corrente hanno raggiunto 32, 24 e persino 26 ore consecutive, con appena due o tre ore di servizio, una situazione che costringe le famiglie a riorganizzare la propria vita quotidiana per cucinare, ricaricare i telefoni o svolgere attività basilari quando l'elettricità compare brevemente.
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