La televisione statale cubana difende l'istruzione come “un traguardo della rivoluzione” e assicura che le scuole continuano a funzionare normalmente, nonostante la crisi energetica ed economica che sta attraversando il paese.
In questo senso, un recente servizio trasmesso dal canale ufficiale Cubavisión Internacional ha presentato il sistema educativo cubano come un esempio di resilienza, affermando che il settore continua a garantire l'apprendimento degli studenti nonostante la crisi che affligge Cuba.
Nel segmento, il giornalista Ahmed González ha assicurato che l'istruzione a Cuba mantiene la sua capacità di adattamento “in mezzo ai molteplici pregiudizi imposti dal contesto cubano attuale”.
Il materiale ha incluso testimonianze di insegnanti e familiari legati alla scuola primaria Fabricio Ojeda, situata a La Habana del Este, che hanno difeso la continuità delle lezioni e l'impegno del corpo docente.
Yoelis Reyes, direttore del centro, ha spiegato che l'istituzione ha dovuto flessibilizzare gli orari scolastici per consentire ai docenti che vivono in altre località di raggiungere il centro educativo.
Secondo quanto riportato, il corpo docente lavora in doppia sessione per garantire il funzionamento della scuola, evidenziando al contempo il supporto dei genitori e della comunità per sostenere l'attività scolastica.
Per quanto riguarda, l'insegnante Gretel Rodríguez ha affermato che, nonostante le difficoltà del paese, l'istruzione deve continuare perché i bambini rappresentano il cambiamento generazionale. “L'educazione è una conquista della rivoluzione”, ha sostenuto.
Altri testimonianze raccolte dal reportage hanno insistito sull'idea che le scuole mantengano le loro attività abituali.
Mayda Smith, familia di uno studente, ha affermato che il centro continua a funzionare con le sue attività mattutine, lezioni e attività quotidiane, mentre gli insegnanti della scuola hanno sottolineato che l'obiettivo è continuare a migliorare la qualità dell'apprendimento.
"Questo è ancora una volta una dimostrazione che, per quanto tesa e turbolenta possa essere la situazione, l'educazione cubana non si fermerà, le scuole non si chiuderanno. Continueremo a migliorare la qualità dell'apprendimento e a valorizzare uno dei più grandi traguardi della nostra rivoluzione, che è stata l'educazione", ha affermato da parte sua la professoressa Melissa Valdés.
Il materiale si è concluso con un messaggio che presenta il sistema educativo come un “punto di speranza, trasformazione e giustizia sociale”, e ha sottolineato la vocazione e l'impegno del corpo docente.
Il discorso ufficiale contrasta con le recenti denunce sulle difficoltà che affrontano studenti e istituti scolastici in mezzo alla crisi energetica nazionale.
Negli ultimi mesi, gli studenti universitari hanno segnalato l'impatto delle interruzioni prolungate di corrente, la mancanza d'acqua nelle abitazioni, la scarsa connettività a Internet e la scarsità di cibo, fattori che influenzano lo sviluppo normale degli studi.
Diverse istituzioni di istruzione superiore hanno dovuto adottare modalità semipresenziali o sospendere temporaneamente le attività didattiche a causa della situazione energetica.
La Universidad de Oriente, per esempio, ha recentemente annunciato la chiusura della sua residenza studentesca e la desmobilitazione parziale della sua iscrizione per operare sotto un schema semipresenziale. Misure simili sono state adottate da altre università del paese in risposta al deficit energetico e alla scarsità di combustibile.
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