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La crisi energetica che attraversa Cuba continua a colpire duramente la popolazione, con blackout prolungati e un sistema elettrico incapace di soddisfare la domanda nazionale.
La parte dell'Unione Elettrica (UNE) di questa domenica 8 marzo conferma che i tagli di elettricità sono continuati per tutta la giornata precedente e anche durante la notte di questa domenica, riflettendo una situazione strutturale deteriorata da anni.
Sabato il servizio elettrico ha vissuto il suo momento più critico alle 19:30, quando la mancanza di generazione ha raggiunto i 1958 megawatt (MW), uno dei livelli più elevati di interruzione registrati di recente.
Questo domenica mattina, alle 6:00, il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) presentava una disponibilità di 1035 MW, mentre la domanda era di 2100 MW, lasciando scoperti 1085 MW.
Per l'orario di mezzogiorno, le autorità hanno stimato che l'impatto si aggirerà intorno ai 1100 MW, il che preannuncia nuove interruzioni del servizio in ampie zone del paese.
Le difficoltà del sistema sono in gran parte dovute alla dismissione di varie unità termoelettriche.
Secondo il rapporto ufficiale, cinque unità sono fuori servizio a causa di guasti, distribuite tra le centrali termoelettriche di Mariel, Diez de Octubre, Felton e Antonio Maceo, quest'ultima con due unità interessate.
A questo si aggiungono tre blocchi in manutenzione nelle centrali termoelettriche di Mariel, Nuevitas e Carlos Manuel de Céspedes, il che riduce ulteriormente la capacità di produzione disponibile.
Inoltre, il sistema presenta 581 MW fuori servizio a causa di limitazioni nella generazione termica, un ulteriore indicatore del deterioramento accumulato delle infrastrutture energetiche.
Per l'orario di punta della notte, la UNE ha previsto una disponibilità di 1195 MW rispetto a una domanda massima stimata di 3050 MW.
Ciò lascia un deficit di 1855 MW e un'assenza prevista di 1885 MW, cifre che anticipano black-out massivi su tutto il territorio nazionale se le condizioni attuali dovessero rimanere invariate.
In mezzo a questo panorama critico, l'unica notizia positiva è stata l'entrata in funzione della centrale termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas.
La centrale con la maggiore capacità di generazione elettrica a Cuba è riuscita a sincronizzarsi con il SEN alle 6:03 di questa domenica, dopo essere rimasta fuori servizio per quattro giorni a causa di un guasto.
La UNE ha informato che il blocco termico ha iniziato ad aumentare il carico in modo progressivo, con l'aspettativa di recuperare circa 200 MW di generazione.
Nel frattempo, i blackout hanno colpito duramente anche la capitale.
La Empresa Elettrica de L'Havana ha informato che il servizio è stato interrotto per 24 ore il giorno precedente, con un impatto massimo di 309 MW alle 18:30.
Durante quella giornata è stato necessario ritirare 70 MW dal sistema per emergenza, e l'ente ha riconosciuto che non è stato possibile ripristinare completamente il servizio a causa del deficit di generazione.
Al termine della nota ufficiale, un blocco di 40 MW rimaneva fuori servizio, con previsione di ripristino durante la mattinata.
Le autorità hanno chiarito che i tagli elettrici in blocchi e circuiti dovuti alla cosiddetta emergenza energetica continuano senza orari definiti, poiché dipendono dalla disponibilità reale del SEN.
La persistenza di questi blackout riflette una crisi energetica che si è aggravata nel corso degli anni.
Il deterioramento delle centrali termoelettriche, la mancanza di investimenti costanti e la gestione inadeguata del sistema elettrico hanno lasciato milioni di cubani esposti a interruzioni prolungate di corrente, con gravi conseguenze per la vita quotidiana, l’economia domestica e l’attività produttiva in tutto il paese.
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