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In mezzo a una crisi energetica che tiene Cuba con interruzioni di corrente di fino a 20 ore al giorno, la distribuzione di pannelli solari a 180 lavoratori del settore educativo a Camagüey, presentata dal governo come un successo "umanistico" e un passo verso la "sostenibilità", ha suscitato un'ondata di critiche.
Mentre le pubblicazioni ufficiali celebrano l'installazione di sistemi da 800 e 1200 watt nelle abitazioni degli educatori, i cittadini mettono in discussione sia l'effettivo impatto della misura sia le priorità del governo di fronte a un collasso elettrico che colpisce milioni di persone.
La versione ufficiale: "un futuro più brillante"
Il governo ha informato che "l'energia pulita diventa un sostegno per l'istruzione e la vita familiare" con la consegna di pannelli solari a 180 lavoratori del settore nei 13 comuni e in tre centri provinciali.
Secondo la nota, le attrezzature vengono consegnate "a prezzi modici, con facilitazioni di pagamento tramite credito bancario e risposta immediata del sistema finanziario". È stato inoltre indicato che 143 sistemi sono già stati installati e 37 sono in attesa.
Il funzionario Lázaro Rubén Herrera Batista, capo del Dipartimento di Attività Educativa Sottolineata della Direzione Provinciale dell'Istruzione, figura tra i beneficiari e ringrazia "la Rivoluzione" per l'iniziativa, che -secondo il post- "trasforma la quotidianità degli educatori e delle famiglie".
Tuttavia, al di fuori della narrativa ufficiale, la realtà energetica del paese è un'altra: blackout prolungati, generazione insufficiente e una rete elettrica deteriorata dopo anni di mancanza di investimenti e manutenzione.
La crisi non è congiunturale, ma è il risultato di una gestione inefficiente che ha portato il sistema elettrico al limite, influenzando la vita quotidiana, l'economia e la salute della popolazione.
180 pannelli in un'intera provincia
Uno dei principali interrogativi nei commenti riguarda la reale dimensione del beneficio. In una provincia con migliaia di insegnanti, 180 sistemi rappresentano una frazione minima del personale educativo.
"Possono dirlo i centinaia di insegnanti e operatori sanitari della nostra provincia che sono mancati, quando arriveranno i loro? O come sempre accade, quei 180 sono solo propaganda mentre migliaia rimangono senza aiuto", ha scritto un camagüeyano.
Un'altra docente ha commentato: "Vediamo, non so a quali insegnanti si riferisca, perché io lavoro in una scuola e sono sempre al buio".
Si segnala inoltre che le attrezzature non sono gratuite.
In un contesto di elevata inflazione e stipendi che non coprono nemmeno i bisogni di base, assumere un ulteriore debito per avere elettricità in casa risulta per molti più un fardello che una soluzione.
Sfiducia e accuse di favoritismo
La pubblicazione che un capo provinciale figura tra i beneficiari ha alimentato sospetti sulla trasparenza del processo.
"Certamente un capo ne trarrà vantaggio, niente di nuovo in questo paese", ha scritto un'utente.
Un'altra aggiunse: "Ho capito che ai capi e ad alcuni eletti, come sempre".
Un commento è stato ainda più diretto: "E dove sono rimasti i pannelli, nel settore provinciale dell'Istruzione? Vada a casa dei dirigenti dell'Istruzione e vedrà che nessuno è rimasto senza nulla, e gli insegnanti, quelli portano anni di sacrificio, continueranno da blackout a blackout".
Si mette in discussione anche il criterio di selezione geografica.
Una utente ha dichiarato: "A San Antonio del Sur hanno dato priorità agli insegnanti e ai lavoratori che vivono nel centro del paese, sulla spiaggia e in altri quartieri lontani, secondo i responsabili dell'installazione dei pannelli, per mancanza di trasporto, nonostante ci siano così tante auto nel comune. Priorità per chi lavora di meno; chi viene sfruttato senza sosta deve aspettare il secondo o il terzo giro, se arrivano."
La percezione di favoritismo e mancanza di trasparenza riflette una crescente sfiducia nella gestione delle risorse, specialmente quando queste sono scarse.
E il resto della popolazione?
Oltre al settore docente, molti commenti allargano il focus verso altri settori altrettanto colpiti dagli blackout.
"Anche questo deve essere fatto con i professionisti della salute, poiché fanno così tanta guardia e arrivano a casa per continuare una lotta interminabile," ha scritto un'utente.
Ma la lamentela più ricorrente riguarda i bambini. "Dove lasciano i bambini, dopo aver passato una notte senza corrente, senza poter dormire a causa del caldo e delle zanzare, devono alzarsi stanchi e senza alcuna voglia di andare a scuola", ha commentato una donna.
In un paese dove l'elettricità manca per gran parte della giornata in alcuni territori, gli studenti arrivano in aula esausti dopo notti di calore soffocante e zanzare.
I medici fanno turni negli ospedali che affrontano anche limitazioni energetiche. E milioni di famiglie continuano a dipendere da una rete elettrica instabile.
Di fronte a questo panorama, la consegna di un numero ridotto di pannelli solari a un settore specifico, con modalità di pagamento, è vista da molti come una misura insufficiente presentata come una grande conquista.
La crisi energetica che attraversa Cuba non è il risultato di un evento isolato, ma di anni di decisioni erratiche, mancanza di manutenzione e incapacità di garantire un approvvigionamento stabile. Nel frattempo, la popolazione si trova ad affrontare blackout su blackout, caldo, cibi che si rovinano e servizi paralizzati.
In questo contesto, la domanda che emerge sui social media riassume il sentimento di molti: cosa succede ai bambini che non possono dormire a causa dei blackout e che devono comunque alzarsi per andare a scuola?
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