“Quando hai avuto questo?”: La conversazione di un giovane a Miami con sua madre a Cuba smonta il racconto su Trump



Yero VentoFoto © Captura di TikTok

Una conversazione diffusa sui social media tra un giovane residente a Miami e sua madre a Cuba ha riacceso il dibattito sul reale impatto delle misure annunciate dal presidente statunitense Donald Trump e sull'uso politico di questo tema nell'Isola.

Nel video, il giovane identificato come Yero Vento racconta che sua madre, tramite WhatsApp, esprime timore per presunte restrizioni associate a Trump —come che “nessun paese” possa fornire petrolio a Cuba o che non si possano inviare rimesse—, e lui risponde con una domanda che diventa il fulcro del video: “Mamma, quando hai mai avuto tutto quello che Trump vuole togliere?”

Nel audio, il giovane insiste sul fatto che sua madre “è preoccupata” per l'idea che Cuba potrebbe rimanere “senza petrolio, senza elettricità e senza trasporti”, e si chiede a chi colpirebbe realmente un inasprimento delle sanzioni.

Secondo il suo argomento, tali restrizioni colpirebbero soprattutto “la cupola” e coloro che traggono vantaggio da circuiti di approvvigionamento e affari, non la popolazione comune, a cui —dice— “non importa” perché vive già in condizioni di scarsità.

Il dialogo riflette anche angosce personali: la madre sottolinea che “se muoio non venire”, per paura che non lo lascino viaggiare, mentre il giovane le risponde che “questo non è una novità” e suggerisce che il controllo dei viaggi non sarebbe una conseguenza esclusiva di Trump.

In quel passaggio, l'interlocutore fa notare che la paura di sua madre si basa su percezioni recenti (“mia madre ha saputo solo ora... dopo tanti anni”) riguardo la difficoltà delle rimesse e il costo dell'intermediazione.

Nel corso dell'intervista, il giovane descrive un panorama di precarietà nel suo quartiere: afferma che molte case rimangono a lungo “al buio”, che la gente cucina con carbone, legna o altre risorse, che “la maggior parte” non riceve rimesse né prodotti dall'estero e che la popolazione “non ha nulla”.

En questo contesto, insiste sul fatto che ciò che verrà annunciato da Washington non altererebbe sostanzialmente la vita quotidiana del cubano comune, e accusa il governo cubano di incolpare sempre il “blocco” e mai di assumersi responsabilità.

Il racconto del giovane incorpora inoltre l'idea che il Governo utilizzerebbe il popolo come "scudo" contro le sanzioni, mentre menziona organizzazioni internazionali e l'ONU in un discorso di confrontazione politica ("si occuperanno di cercare di rimuovere le sanzioni...").

Alla fine, l'interlocutore ribadisce che, dalla sua percezione, il deterioramento riguarda molteplici ambiti —alimentazione, salute, istruzione, economia, internet— e conclude che “in Cuba non c'è nulla di buono”.

Il scambio è diventato virale perché espone, attraverso una conversazione familiare, il divario tra il racconto politico riguardo all'impatto delle sanzioni esterne e l'esperienza quotidiana di mancanza che molti cubani descrivono, sintetizzata nella domanda che articola la polemica: “Quando hai avuto questo?”

Di nuovo nel Periodo Speciale

Questo giovedì, Miguel Díaz-Canel ha confermato ciò che milioni di cubani vivono già ogni giorno: il paese è tornato agli anni difficili del Periodo Speciale.

Durante il suo lungo intervento, il governante ha riconosciuto che da dicembre 2025 non arriva petrolio sull'isola proveniente dal Venezuela e che la dittatura sta attraversando una profonda crisi energetica, senza soluzioni immediate né alleati esterni.

Díaz-Canel ha spiegato che la situazione "non si risolve all'improvviso" e che il Consiglio dei Ministri ha approvato un insieme di direttive per affrontare il grave problema della carenza di carburante.

Il piano, ispirato alle misure del Periodo Speciale degli anni Novanta, riprende la cosiddetta “opzione zero” ideata da Fidel Castro, ora aggiornata per il nuovo contesto.

Secondo quanto detto, queste strategie includono la priorità al consumo statale, la riduzione della spesa energetica e la redistribuzione del carburante disponibile.

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Redazione di CiberCuba

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