Il regime cubano annuncia un programma speciale per spiegare le nuove misure di fronte alla crisi del carburante




Il programma ufficiale Mesa Redonda ha annunciato un'emissione speciale questo venerdì per informare sulle misure che adotterà il paese di fronte alla "situazione attuale", in mezzo a quello che il regime descrive come un "inasprimento delle aggressioni statunitensi contro Cuba".

Secondo la convocazione, nello spazio saranno presenti il vicepremier Oscar Pérez-Oliva Fraga e i ministri del Lavoro, dei Trasporti, dell'Istruzione Superiore e dell'Istruzione.

Secondo la pubblicazione diffusa sui social, l'emissione è annunciata per questo pomeriggio e si presenta come un comunicato informativo destinato a spiegare le azioni ufficiali di fronte allo scenario energetico, senza fornire in questo anticipo dettagli specifici su quali saranno queste misure.

La nota di convocazione segnala che i funzionari parteciperanno al programma per "informare sulle misure" che si stanno adottando, collegandole alla risposta dello stato di fronte a pressioni esterne, in particolare dagli Stati Uniti.

Captura di Facebook

Questo giovedì, Miguel Díaz-Canel ha confermato ciò che milioni di cubani già vivono quotidianamente: il paese è tornato agli anni difficili del Periodo Speciale.

Durante un'ampia intervista, il governante ha riconosciuto che dall dicembre 2025 non arriva petrolio sull'isola proveniente dal Venezuela e che la dittatura sta attraversando una profonda crisi energetica, senza soluzioni immediate né alleati esterni.

Díaz-Canel ha spiegato che la situazione “non si risolve all’improvviso” e che il Consiglio dei Ministri ha approvato un insieme di direttive per affrontare il grave problema della mancanza di combustibile.

Dopo la sua apparizione, diverse province hanno sospeso le partenze di autobus nazionali e le università hanno ristrutturato la loro dinamica di lezioni.

Granma, le province di Las Tunas, Camagüey e Holguín hanno anch'esse subito la sospensione dei servizi di trasporto interprovinciale a causa della crisi energetica. Questo influisce sulla mobilità dei cubani, che dipendono da questi servizi per le loro attività quotidiane.

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