"Intelectual Alina López a Miguel Díaz-Canel: 'Quando un paese tocca il fondo, è immorale chiedere ulteriori sacrifici.'"



Cuba ha toccato il fondo e le persone non sopportano più i "sacrifici"Foto © Collage periódico Girón

La intellettuale e saggista cubana Alina Bárbara López Hernández ha criticato aspramente il governante Miguel Díaz-Canel dopo la sua apparizione televisiva di giovedì, nella quale il leader del regime ha chiesto nuovi sacrifici alla popolazione per affrontare la crisi energetica ed economica che colpisce il paese.

“Quando un paese e la sua gente toccano il fondo, è immorale chiedere ulteriori sacrifici; perché dopo aver toccato il fondo, ciò che resta è essere sepolti, e non accetteremo questo,” ha scritto López sui suoi social media, in un messaggio che è rapidamente diventato virale tra i cubani.

La intelectual —una delle voci più lucide e critiche del pensiero indipendente all'interno di Cuba— ha lamentato che il regime abbia esaurito la sua capacità di offrire soluzioni e che continui a fare appello al sacrificio dei cittadini come unica via d'uscita.

“Non ci sono più promesse che addormentano le volontà né richieste di termine infiniti”, ha avvertito la dottoressa in Scienze.

Nel suo testo, López ha anche lanciato un riferimento diretto a Díaz-Canel, definendolo “messaggero nervoso e dislessico”, in riferimento al suo intervento pubblico di questa settimana, in cui il governante ha parlato per oltre un'ora della mancanza di carburante, del “blocco energetico” e della necessità di “resistere”.

Per l'esegeta, la comparizione ha confermato l'esaurimento politico del regime: “Il tempo storico della sua classe politica è ormai scaduto. Se qualcuno aveva dei dubbi, questa intervento lo ha reso molto chiaro. Ora comincia il nostro tempo, il tempo della cittadinanza”, ha scritto.

Il messaggio di López riflette il crescente malcontento della società civile di fronte alla mancanza di risposte da parte del Governo.

La sua intervento si aggiunge alle numerose reazioni generate dal discorso di Díaz-Canel, che è stato percepito come un tentativo di giustificare l'attuale crisi senza assumersi responsabilità.

La professoressa è stata oggetto di sorveglianza e molestie da parte della Sicurezza dello Stato a causa del suo attivismo intellettuale e della sua difesa dei diritti dei cittadini.

Negli ultimi anni ha denunciato la censura, la repressione del pensiero critico e l'assenza di un reale dialogo politico nel paese.

Con il suo messaggio, l'intellettuale riassume il sentimento di una parte importante della cittadinanza cubana: la stanchezza di fronte al discorso ufficiale, la perdita di fiducia nelle promesse del regime e il desiderio di costruire una nuova fase dalla società civile.

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