Il governante cubano Miguel Díaz-Canel ha assicurato che la relazione tra Cuba e Venezuela “non può essere catalogata come una relazione di dipendenza”, e ha difeso i legami con il chavismo come un'alleanza “solidale” e “di integrazione”, mentre l'Isola attraversa una delle sue peggiori crisi economiche e affronta nuove pressioni dagli Stati Uniti dopo le recenti misure adottate dal presidente Donald Trump.
Durante una comparsa con rappresentanti dei media nazionali e presumibilmente stranieri, tra cui corrispondenti cubani legati a agenzie di paesi alleati come Xinhua e RT, oltre a Prensa Latina, Díaz-Canel ha dedicato un ampio spazio a giustificare il legame con la cosiddetta Rivoluzione Bolivariana, iniziata da Hugo Chávez oltre due decenni fa.
"Molti cercano di vederla come una relazione di dipendenza tra due paesi e con questo ciò che fanno è limitarla, ridurla a uno scambio di merci e servizi. E questa non è la realtà", ha affermato.
Il mandatario ha insistito sul fatto che il convenzione di collaborazione integrale tra L'Avana e Caracas comprende settori strategici come l'energia, la sovranità alimentare, l'istruzione, le telecomunicazioni, l'industria mineraria, l'industria e lo scambio culturale e politico.
Secondo Díaz-Canel, quest'alleanza ha trasceso la relazione bilaterale e ha dato origine a meccanismi regionali come l'ALBA-TCP e PetroCaribe, iniziative che ha qualificato come progetti con un “approccio sociale” e di “giustizia sociale”, in riferimento alla distribuzione delle risorse energetiche e alla cooperazione tra governi alleati.
Nel suo discorso, il governante ha richiamato una narrazione storica che collega il progetto chavista con simboli dell'indipendentismo latinoamericano, affermando che quella integrazione era “quella sognata da Martí” e “quella sognata da Bolívar”, oltre ad attribuirne l'impulso a Hugo Chávez e Fidel Castro.
Díaz-Canel ha anche assicurato che “non c'è nessun blocco di integrazione regionale” che abbia raggiunto in così poco tempo “i successi sociali” che, secondo lui, ha ottenuto l'ALBA-TCP, un'affermazione che contrasta con il deterioramento attuale delle condizioni di vita a Cuba, dove milioni di persone affrontano blackout prolungati, carenza di cibo e medicinali, inflazione e un esodo migratorio senza precedenti.
Sebbene il regime cubano insista nel presentare la relazione con il Venezuela come un'alleanza strategica basata sulla solidarietà, analisti e settori critici hanno evidenziato per anni come il modello di cooperazione sia stato fondamentale per sostenere la permanenza del sistema politico cubano, specialmente attraverso l'approvvigionamento di petrolio e accordi economici che hanno permesso di alleviare parzialmente la crisi energetica.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di particolare tensione per il governo cubano, che cerca di rafforzare il proprio discorso internazionale mentre affronta nuove sanzioni, restrizioni e misure da Washington, oltre al crescente isolamento politico e alla perdita di sostegno interno in mezzo a una situazione economica sempre più insostenibile.
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