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Cuba è tornata ad albeggiare questa domenica 25 gennaio immersa in blackout generalizzati, in una crisi elettrica strutturale la cui responsabilità ricade direttamente sulla gestione del Governo.
Selon la Nota Informativa dell'Unione Elettrica (UNE), sabato il servizio è stato interrotto per 24 ore. Il massimo impatto dovuto a un deficit di capacità di generazione ha raggiunto i 1969 MW alle 18:20, superiore ai 1845 previsti.
Questo domenica, alle 6:00, la disponibilità del SEN era di 1280 MW, rispetto a una domanda di 2230 MW, il che ha lasciato 955 MW fuori servizio. Per mezzogiorno, si stima un impatto ancora maggiore, di 1100 MW.
La situazione tecnica del sistema continua a deteriorarsi.
Sei unità generatrici delle centrali termoelettriche Mariel, Carlos Manuel de Céspedes, Nuevitas, Felton e Antonio Maceo rimangono fuori servizio a causa di guasti, e altre due a Santa Cruz e Carlos Manuel de Céspedes sono in manutenzione.
D'altra parte, le limitazioni nella produzione termica arrivano a 450 MW non disponibili.
Sebbene si preveda l'entrata in funzione dell'unità 3 della CTE Antonio Maceo (Renté) con 45 MW, il panorama per la notte rimane critico.
Per l'orario di punta notturno, il bollettino ufficiale calcola una disponibilità di soli 1325 MW, rispetto a una domanda massima di 3100 MW, il che lascia un deficit di 1775 MW.
Sì, se queste condizioni si mantengono, l'impatto reale potrebbe arrivare fino a 1805 MW durante la notte.
Nel frattempo, i 49 parchi solari fotovoltaici hanno contribuito a una produzione totale di 3454 MWh, con una potenza massima di 613 MW durante l'orario medio, un cifra decisamente insufficiente per compensare il collasso della generazione convenzionale.
A L'Avana, l'Empresa Eléctrica ha confermato che sabato il servizio è stato interrotto per 18 ore e 25 minuti.
La massima imposizione è stata di 448 MW alle 18:45, e non è stato possibile ripristinare il servizio a causa di un deficit di generazione. Inoltre, 150 MW sono stati colpiti da un'emergenza.
Al termine del rapporto, rimanevano senza servizio tre blocchi e 80 MW di emergenza, per un totale di 183 MW interessati.
L'azienda ha avvertito che, se non migliora la disponibilità del SEN, non sarà possibile rispettare la programmazione e continueranno a essere colpiti blocchi e circuiti per emergenze.
La crisi energetica è diventata uno dei simboli più visibili del collasso del modello cubano. Ogni notte al buio rafforza una certezza sempre più condivisa: non è il popolo ad aver fallito, ma chi governa.
La popolazione da mesi affronta interruzioni di oltre 20 ore al giorno che paralizzano la vita domestica, influenzano il lavoro, la salute, lo studio e l'alimentazione, e approfondiscono il malcontento sociale in tutto il paese.
Questo scenario non è il frutto del caso né di una congiuntura puntual. È il risultato di anni di abbandono delle infrastrutture, di cattiva pianificazione, di corruzione e di dipendenza esterna senza soluzioni reali.
Mentre il Governo insiste su discorsi trionfalistici, la gente sopravvive tra blackout interminabili, cibo che va sprecato, ospedali che operano al limite, studenti privi di lezioni stabili e un paese intero esausto.
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