
Video correlati:
Il sistema elettrico cubano è di nuovo collassato venerdì 23 gennaio, con blackout che hanno durato per 24 ore e un deficit che ha raggiunto livelli estremi.
Secondo la parte ufficiale della Unión Eléctrica (UNE), la massima carenza di capacità di generazione è stata di 1905 megawatt (MW) alle 18:30, una cifra che conferma la gravità sostenuta della crisi energetica che il paese sta vivendo da mesi.
Alle 6:00 di sabato, la disponibilità reale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) era di appena 1170 MW, contro una domanda di 2280 MW, il che ha comportato una carenza di 1120 MW sin dalle prime ore del giorno.
Per mezzogiorno, l'UNE ha stimato che l'impatto raggiungerebbe i 1280 MW, riflettendo che il deficit non è puntuale, ma strutturale e persistente.
Le incidenti nella generazione sono molteplici e simultanei. Sono fuori servizio per guasti sei unità delle CTE Mariel, Carlos Manuel de Céspedes, Nuevitas, Felton e Antonio Maceo.
A questo si aggiungono due blocchi in manutenzione nelle CTE di Santa Cruz e Carlos Manuel de Céspedes.
Inoltre, ci sono 513 MW fuori servizio a causa di limitazioni nella generazione termica, il che riduce ulteriormente la capacità effettiva del sistema.
Per l'orario di punta notturno, la UNE prevede l'entrata di 7 motori del Fuel Moa con 105 MW, l'incorporazione dell'Unità 1 di Energás Jaruco con 30 MW e il completamento dell'Unità 6 di Energás Jaruco con 30 MW.
Tuttavia, la disponibilità stimata raggiungerebbe appena 1335 MW, rispetto a una domanda massima prevista di 3150 MW, il che lascia un deficit di 1815 MW.
Di conseguenza, si prevede un impatto di fino a 1845 MW nell'ora di maggior domanda.
Sebbene il rapporto indichi che i 49 nuovi parchi solari fotovoltaici hanno prodotto 3366 MWh, con una potenza massima di 559 MW durante l'orario di punta del mezzogiorno, quella cifra risulta chiaramente insufficiente di fronte a un deficit di migliaia di MW.
Situazione de L'Avana: un giorno male e l'altro anche
La Empresa Elettrica de L'Avana ha comunicato che venerdì il servizio è stato interrotto per 22 ore e 12 minuti. Il massimo dell'interruzione è stato di 303 MW alle 18:30. Non è stato possibile ripristinare il servizio a causa del deficit.
A causa della bassa disponibilità nella generazione di base, non è stato possibile rispettare la programmazione comunicata. Sono stati interessati 80 MW a causa di un'emergenza.
Al termine di queste informazioni, ci sono sei blocchi interessati e 80 MW di emergenza (280 MW).
"Se le prevede che, se non si migliorano le condizioni di disponibilità del SEN, non sarà possibile rispettare la programmazione comunicata e saranno interessati blocchi e circuiti per emergenza", precisa la nota.
Una crisi eterna con colpevoli noti
Queste cifre si traducono in interruzioni di corrente che superano le 20 ore al giorno in molte zone del paese. Dietro c'è un sistema collassato a causa di anni di cattiva gestione, mancanza di investimenti e abbandono tecnico.
Il governo è stato incapace di garantire la corretta manutenzione delle termoelettriche, che oggi operano con unità fuori servizio a causa di guasti o lavori prolungati.
In questo contesto, è la popolazione a pagare il prezzo di un modello energetico fallito che non riesce a garantire nemmeno il minimo indispensabile per la vita quotidiana.
Non si tratta solo di disagio: la mancanza di elettricità paralizza la vita domestica, distrugge alimenti per mancanza di refrigerazione, impedisce di cucinare, colpisce malati, bambini e anziani, e trasforma ogni giornata in una lotta per sopravvivere.
La popolazione vive tra candele, piante improvvisate e un'angoscia costante che il discorso ufficiale non riesce a nascondere.
La crisi non è il risultato di un incidente occasionale, ma del prolungato abbandono del sistema elettrico. La responsabilità ricade direttamente su un governo che per anni ha privilegiato il controllo politico e la propaganda rispetto a investimenti reali in infrastrutture di base.
Il risultato è un paese dove l'elettricità ha smesso di essere un servizio stabile e si è trasformata in un privilegio intermittente.
Nel frattempo, milioni di cubani continuano a rimanere intrappolati nell'oscurità, pagando con la loro qualità di vita il prezzo di un modello che non garantisce neppure l'essenziale: luce per vivere.
Archiviato in: