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Nei giorni precedenti il Natale, i prezzi dei generi alimentari nei mercati cubani sono schizzati alle stelle, riflettendo la profonda crisi economica che attraversa l'isola.
I reporti raccolti da CiberCuba questo 22 dicembre mostrano incrementi significativi sia nei prodotti importati che in quelli di produzione nazionale.
Prezzi nelle MIPYMES e nei mercati privati
Nei negozi privati, le cosiddette MIPYMES, il riso importato viene venduto tra 690 e 840 pesos al chilogrammo, mentre i fagioli neri arrivano fino a 840 pesos per sacchetto da 500 grammi.
Il caffè importato si aggira attorno ai 2.100 a 2.200 pesos al pacchetto, e lo zucchero viene venduto tra 290 e 300 pesos alla libra.
In merito alle carni, il lombo di maiale si vende tra 1.150 e 1.300 pesos per libbra, la coscia a 1.150 pesos e il macinato a 320 pesos per libbra.
La petto di pollo —uno dei prodotti più ricercati in questo periodo— costa tra 4.500 e 5.100 pesos per confezione da 2 chilogrammi, mentre una presentazione da 2,5 kg arriva a 6.100 pesos. Il pollo intero è offerto a 2.200 pesos per 1,3 chilogrammi.
Il cartone di uova da 30 unità è venduto a 3.000 pesos, o 100 pesos per unità, un prezzo inaccessibile per molti cubani, il cui salario medio si aggira intorno ai 5.000 pesos mensili.
Anche i prodotti agricoli riflettono l'aumento dei prezzi
La cipolla —bianca o rossa— si mantiene attorno ai 350 pesos il mazzetto, mentre la cipolla bianca media arriva a 450 pesos al chilo. Il cetriolo e la guava si vendono a 150 pesos al chilo, il peperone a 260 pesos e il limone tra 500 e 550 pesos.
Tra i prodotti più economici si distinguono la yuca e il boniato, a 60 e 50 pesos la libbra rispettivamente, anche se questi prezzi risultano elevati se confrontati con gli anni precedenti.
Un Natale segnato dalla scarsità e dall'inflazione
L'aumento dei prezzi a Cuba complica ulteriormente la possibilità di celebrare una cena di Natale tradizionale. La combinazione di scarsità, inflazione e devalutazione del peso cubano ha fatto sì che i generi alimentari di base siano diventati articoli di lusso.
Mentre il Governo continua a dare la colpa all'embargo statunitense per la crisi, la popolazione si trova ad affrontare un mercato sempre più dollarizzato, con prezzi che cambiano quotidianamente e senza prospettive di sollievo a breve termine.
“Quest'anno non posso comprare né carne di maiale né riso,” disse una habanera. “Solo con quello che costa l'uovo già si va via metà stipendio.”
Alla vigilia di Natale, la tavola del cubano riflette la dura realtà economica del paese, segnata dalla scarsità di cibo, da uno stipendio che non basta per vivere, dall'oscurità e dalle sedie di cari che rimangono vuote.
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