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Una corte federale d'appello negli Stati Uniti ha recentemente approvato l'attuazione della Legge SB 264, una legislazione controversa promossa dal governatore della Florida, Ron DeSantis, relativa all'acquisto di proprietà da parte di cittadini stranieri.
La legge impone restrizioni all'acquisto di proprietà nello stato da parte di cittadini di vari paesi considerati "avversari stranieri", tra cui Cuba, Venezuela, Cina, Iran, Corea del Nord, Russia e Siria.
La sentenza giudiziaria, emessa dall'Undicesimo Circuito d'Appello, con sede ad Atlanta, rappresenta una vittoria politica per l'amministrazione statale e un segnale di allerta per diverse organizzazioni a difesa dei diritti civili.
Un fallo diviso che autorizza restrizioni territoriali
Con una decisione di due voti contro uno, il tribunale ha permesso alla Florida di applicare la Legge SB 264, approvata nel 2023, che proibisce alla maggior parte dei cittadini cinesi di acquistare terreni o immobili entro un raggio di 16 chilometri da strutture considerate strategiche per la sicurezza statale, come basi militari o infrastrutture critiche di comunicazione.
Per i cittadini di altre nazioni -compresi i cubani e i venezuelani- le restrizioni sono minori, ma non meno significative: è loro inoltre vietato acquistare proprietà in determinate aree se non possiedono residenza permanente o cittadinanza statunitense.
Il procuratore generale dello stato, James Uthmeier, ha accolto la decisione sui social media con una dichiarazione incisiva.
“Abbiamo vinto alla grande nella Corte d'Appello degli Stati Uniti dell'Undicesimo Circuito, difendendo la nostra legge che previene il possesso di terreni in Florida da parte del Partito Comunista cinese”, ha scritto.
Chi è interessato e quali eccezioni esistono?
Secondo i termini della legge, le restrizioni riguardano principalmente i cittadini dei paesi menzionati che non sono residenti permanenti né cittadini degli Stati Uniti.
Coloro che possiedono visti diversi da quello turistico - come lavoratori, studenti o richiedenti asilo - possono però acquistare una sola proprietà di fino a 8.000 metri quadrati, purché si trovi a più di otto chilometri da qualsiasi installazione militare o critica.
Questo margine legale è stato interpretato come un modo per consentire a certi immigrati legali di continuare a investire in beni immobili all'interno dello stato, ma non ha alleviato le critiche che etichettano la legge come apertamente discriminatoria.
Diversi organismi, come l'Unione Americana per le Libertà Civili (ACLU) e l'Alleanza di Difesa Legale Cino-Americana (CALDA), si sono espressi con vigore contro la legislazione.
Ambedue le entità hanno promosso ricorsi nel tentativo di bloccare la loro entrata in vigore, sostenendo che rappresentano una forma moderna delle cosiddette alien land laws, norme che nella prima metà del XX secolo proibivano agli immigrati asiatici di acquisire terreni in vari stati degli Stati Uniti, compresa la Florida.
Clay Zhu, presidente di CALDA, ha dichiarato che la SB 264 “discrimina esplicitamente nei confronti degli immigrati cinesi e ha effetti allarmanti sugli asiatico-americani in Florida che semplicemente vogliono acquistare una casa”.
Da parte sua, Ashley Gorski, avvocata senior del Progetto di Sicurezza Nazionale dell'ACLU, ha denunciato che “tutte le persone, indipendentemente da dove provengano, dovrebbero essere libere di acquistare case e costruire le proprie vite in Florida senza temere la discriminazione”.
In un voto dissenziente, il giudice Charles Wilson ha avvertito che questa legge potrebbe riattivare un moderno revival di politiche escludenti basate sulla nazionalità.
Ha inoltre messo in discussione la legittimità di un ente statale nel regolamentare gli investimenti stranieri, compito che spetta costituzionalmente al governo federale tramite il Comitato per gli Investimenti Stranieri (CFIUS).
Argomenti giuridici e controversia legale
Nonostante le critiche, la maggior parte della corte ha sostenuto la validità del quadro normativo promosso da DeSantis.
Il giudice Robert Luck, autore della sentenza maggioritaria, ha ritenuto che i convenuti non soddisfacessero i requisiti per essere considerati direttamente colpiti.
In particolare, citò il caso di Yifan Shen, un cittadino cinese residente in Florida con visto di lavoro dal 2019, affermando che la legge non si applicava a lui poiché il suo “domicilio” non era legalmente stabilito in Cina.
La domanda iniziale, presentata nel 2023 in un tribunale federale di Tallahassee, sosteneva che la SB 264 violasse diritti costituzionali legati all'uguaglianza di protezione e al Fair Housing Act, ma il tribunale ha rigettato questi argomenti, considerando che i requisiti di registrazione per gli acquirenti stranieri non erano in contrasto con le normative federali in materia di abitazione.
Impatto economico: Un colpo al mercato immobiliare internazionale
La Florida è lo stato leader negli Stati Uniti per le transazioni immobiliari con acquirenti internazionali.
Según le cifre del 2024 dell'associazione Miami Realtors, circa il 20% di tutti gli acquisti immobiliari esteri negli Stati Uniti si concentrano in Florida, con acquirenti provenienti da Venezuela, Argentina, Colombia e Canada particolarmente attivi.
Esiste anche una notevole presenza di investitori cubani, molti dei quali cercano di assicurarsi un immobile per uso familiare, investimento o futura immigrazione.
Gli economisti avvertono che l'attuazione di questa legge potrebbe rallentare la crescita del settore immobiliare, soprattutto nei contee del sud della Florida, dove gli investimenti stranieri sono stati storicamente un pilastro economico.
Il calo della domanda potrebbe tradursi in un minore dinamismo del mercato, nella riduzione del valore delle proprietà e in effetti collaterali su settori come l'edilizia, il finanziamento e il turismo residenziale.
Il governo di Ron DeSantis ha presentato la legge come parte di uno sforzo per “proteggere la sovranità statale” di fronte all’ingerenza straniera, in particolare quella del governo cinese.
Tuttavia, i critici denunciano che sotto quella narrativa di sicurezza si cela una pericolosa strategia di esclusione che potrebbe rafforzare sentimenti anti-immigrati e stigmatizzare intere comunità sulla base della loro nazionalità di origine.
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