Gli Stati Uniti accusano Cuba di reclutare mercenari per la Russia: Una novità nel rapporto sulla tratta di persone

La novità è chiara: ciò che prima era chiamato “reti di reclutamento” è ora considerato dagli Stati Uniti come espressione di una politica di Stato di tratta di persone. Questo cambia la natura delle accuse: non si parla più di attività criminali isolate, ma di complicità governativa diretta.

Mercenari cubani in UcrainaFoto © America TeVe

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Nel più recente rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sulla tratta di persone (TIP 2025), una delle accuse più scioccanti è la formalizzazione che il regime cubano ha facilitato il reclutamento di cittadini per combattere nell'invasione russa in Ucraina.

Questo elemento, che negli anni precedenti veniva gestito in modo marginale e senza integrarsi nel nucleo delle denunce, ora appare come parte integrante del modello di tratta statale guidato dal regime de L'Avana.

Aunque già nel 2023 sono stati segnalati arresti a Cuba legati a reti di reclutamento di cubani per combattere in Ucraina —17 persone sono state accusate di traffico di persone e di mercenariato— questi casi sono stati trattati come episodi isolati e il regime cubano non si è mai più espresso riguardo alla presunta indagine.

Le accuse dei media descrivevano modalità di inganno: offerte di lavoro civile, sequestro di passaporti, contratti in russo, e persino testimonianze di giovani che affermavano di essere stati inviati al fronte con false promesse.

Pero nel Rapporto TIP 2025 questo fenomeno smette di essere solo un'aneddoto. Viene incluso come una modalità del sistema statale di sfruttamento che già colpiva i professionisti inviati in missioni mediche.

Ora, il reclutamento militare obbligatorio appare affiancato alle missioni mediche come una prassi di tratta sponsorizzata dallo Stato. Il rapporto afferma che le autorità cubane hanno accelerato l'emissione di passaporti e omesso i timbri di uscita per negare la loro conoscenza ufficiale del movimento di quei reclutati.

Si documenta che tra giugno 2023 e febbraio 2024 più di 1.000 cubani hanno firmato contratti con forze russe, molti attratti da promesse di salari fino a 2.000 USD mensili —somme che risultavano astronomiche rispetto allo stipendio medio a Cuba.

In alcuni casi, alla scadenza dei contratti, i cubani sono rimasti al fronte. Il rapporto introduce questi fatti come parte dell'operazione statale cubana di controllo e sottomissione attraverso meccanismi di inganno e trattenimento.

La novità è chiara: ciò che in precedenza era chiamato “reti di reclutamento” è ora considerato dagli Stati Uniti come espressione di una politica statale di tratta di persone. Questo cambia la natura delle accuse: non si parla più di attività criminali isolate, ma di complicità governativa diretta.

Questo cambio di approccio del TIP 2025 aumenta considerevolmente la pressione internazionale sul regime cubano. Sotto questa luce, non basta smantellare le reti: è necessaria una revisione strutturale del modello di controllo statale, l’indagine e la sanzione dei funzionari coinvolti, e il risarcimento delle vittime.

Le raccomandazioni del rapporto includono: chiarire il reclutamento fraudolento, consentire ai cubani di conservare i propri documenti d'identità, eliminare le restrizioni arbitrarie alla libertà di movimento e migliorare la protezione legale per i soggetti coinvolti.

Por parte sua, il governo cubano ha storicamente qualificato le accuse del TIP come “calunnie” e non è da aspettarsi che ora reagisca in modo diverso. Tuttavia, la formalizzazione di queste denunce nel rapporto 2025 —insieme a dati più precisi sui contratti e sulla complicità statale— indebolisce la narrativa di semplici abusi isolati.

Il caso dei mercenari cubani in Ucraina è, finora, l'accusa più grave e innovativa che Cuba ha affrontato sotto la voce di tratta di persone da parte del governo degli Stati Uniti.

La sua inclusione nel rapporto porta il conflitto in Ucraina a una dimensione interna di controllo e sfruttamento del regime cubano. Per i colpiti, rappresenta una chiamata al riconoscimento e alla giustizia; per L'Avana, un focolaio di scrutinio internazionale senza precedenti.

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Iván León

Laureato in giornalismo. Master in Diplomazia e Relazioni Internazionali presso la Scuola Diplomatica di Madrid. Master in Relazioni Internazionali e Integrazione Europea presso l'UAB.