Ciego de Ávila, provincia scelta come
Secondo il sito ufficiale Granma, tra le priorità ufficiali figurano l'incremento delle produzioni agricole, un controllo più rigoroso delle aree coltivabili e il miglioramento dei processi di contrattazione e commercializzazione, tutto con l'obiettivo presunto che i prodotti agropecuari arrivino “alla migliore destinazione: il popolo”.
Tuttavia, il contesto non supporta: i deficit persistenti di carburante, fertilizzanti, macchinari e semi continuano a essere alcuni dei grandi ostacoli che impediscono di ottenere risultati concreti al di là dei resoconti trionfalistici.
Cosa è stato annunciato?
Il discorso governativo sottolinea iniziative come:
Il recupero dell'azienda agricola La Cuba, che ha reintegrato oltre 700 lavoratori e ha raggiunto una produzione superiore a 2.000 tonnellate di alimenti.
L'attivazione di una ventina di serre e terreni incolti.
Il rafforzamento dell'Agricoltura Urbana e Suburbana, con supporto agli organoponici e agli orti intensivi.
La consolidazione dell'Impresa Agroindustriale Bolivia, che prevede di seminare quest'anno oltre 5.000 tonnellate di riso, nel tentativo di garantire a livello municipale il paniere di base di questo alimento.
Si menziona anche un programma per le piante oleaginose, con la semina di 1.700 ettari per contribuire alla produzione di oli commestibili.
La retorica di fronte al piatto vuoto
Sebbene i numeri e le proiezioni suonino incoraggianti, la percezione della cittadinanza non è allineata. La realtà dell'avileño medio continua a essere caratterizzata da file, prezzi inaccessibili, mercati vuoti e diete sempre più limitate. L'uso del termine “sovranità alimentare” nei comunicati ufficiali contrasta con una tavola che, per molti, è vuota o mal servita.
Lo Stato insiste sul “rafforzamento delle municipalità” come via per decentralizzare la produzione e migliorare l'approvvigionamento locale, ma il precedente di piani non realizzati, burocrazia e inefficienza solleva dubbi sulla reale fattibilità di queste iniziative.
Un modello che non cambia
Mentre vengono annunciati nuovi nomi di aziende e obiettivi produttivi, il modello centralizzato e politicizzato dell'agricoltura cubana continua a non modificare i suoi pilastri essenziali. La proprietà statale, la mancanza di incentivi reali per i produttori e i controlli eccessivi rimangono colli di bottiglia che limitano ogni progresso sostenibile.
La "sovranità alimentare" non si ottiene con slogan né con atti pubblici. Si costruisce partendo dall'autonomia reale del produttore, dall'efficienza nella gestione e dal rispetto del cittadino come consumatore e come attore del sistema produttivo. Fino a quando ciò non accadrà, i discorsi continueranno a crescere, ma il piatto sulla tavola continuerà a ridursi.
Il Partito Comunista riconosce il fallimento nella produzione di alimenti a Cuba
In dicembre 2024, il Partito Comunista di Cuba ha ammesso il fallimento nella produzione alimentare, evidenziando le lacune del modello socialista tra problemi strutturali e mancanza di incentivi economici.
Nonostante decenni di strategie agricole centralizzate e leggi come quella sulla Sovranità Alimentare e Sicurezza Alimentare e Nutrizionale (SAN), le carenze produttive persistono e la fame delle famiglie anche.
La produzione agropecuaria nell'isola ha registrato un crollo allarmante nel 2023 rispetto all'anno precedente, secondo i dati recentemente pubblicati nell'Anuario Estadístico, il che conferma la crescente crisi di sicurezza alimentare che sta affrontando il paese.
Gli indicatori ufficiali riflettono cali significativi nella produzione di alimenti essenziali come la carne di maiale, riso, tuberi, uova, latte vaccino, fagioli e ortaggi, come riportato dall'economista Pedro Monreal.
Secondo le statistiche ufficiali, la produzione di carne di maiale, una delle fonti di proteine più importanti nella dieta cubana, ha registrato un calo del 93,2% nel 2023 rispetto al 2022, riflettendo il collasso del settore suinicolo nel paese.
Questo crollo è attribuito alla mancanza di approvvigionamenti, al deterioramento del sistema produttivo statale e alle difficoltà di accesso a mangimi bilanciati per il bestiame.
Il settore risicolo, un altro pilastro della dieta sull'isola, ha registrato una riduzione del 59,1%, mentre la produzione di tuberi e uova è diminuita rispettivamente del 44% e del 43%.
Nel caso del latte vaccino, si è registrata una contrazione del 37,6%, che impatta negativamente sulla disponibilità di prodotti lattiero-caseari, fondamentali per l'alimentazione infantile e la nutrizione della popolazione più vulnerabile.
Analizzando questi dati, Monreal ha espresso che questa situazione conferma una "signora crisi" di sicurezza alimentare a Cuba. In questo senso, ha sottolineato che i dati del 2024 non sono ancora stati pubblicati, ma che rapporti preliminari indicano un ulteriore peggioramento della situazione, generando incertezza sul futuro dell'alimentazione sull'isola.
Domande frequenti sulla crisi alimentare a Ciego de Ávila e sulla "sovranità alimentare"
Cosa significa l'annuncio di "sovranità alimentare" a Ciego de Ávila?
Il governo cubano ha annunciato misure per raggiungere la "sovranità alimentare" a Ciego de Ávila, che includono l'aumento della produzione agricola e il controllo delle aree coltivabili. Tuttavia, la realtà continua a essere la scarsità di alimenti e l'inefficienza del modello agricolo centralizzato, il che solleva dubbi sulla fattibilità di queste iniziative.
Perché si parla di scarsità di alimenti a Ciego de Ávila?
A dispetto degli annunci ufficiali, la popolazione di Ciego de Ávila deve affrontare una carenza cronica di alimenti a causa di problemi strutturali come la mancanza di materiali, macchinari e un modello agricolo inefficiente. Queste carenze hanno portato a un diffuso approvvigionamento insufficiente, influenzando la dieta di migliaia di famiglie nella regione.
Quali difficoltà affronta la produzione agroalimentare a Cuba?
La produzione agropecuaria a Cuba è ostacolata da deficit di carburante, fertilizzanti, macchinari e semi, oltre a un modello centralizzato che non offre incentivi reali ai produttori. Questi problemi hanno portato a significative diminuzioni nella produzione di alimenti essenziali.
Qual è la situazione attuale della libretta di razionamento a Ciego de Ávila?
La libretta di razionamento a Ciego de Ávila è in crisi, con una distribuzione sempre più limitata di prodotti di base come carne, riso e latte. Solo alcuni gruppi popolazionali, come i bambini di età inferiore ai sei anni, hanno accesso a determinati alimenti, costringendo molti a ricorrere al mercato informale.
Archiviato in:
