
Il partito extraparlamentare spagnolo Iustitia Europa ha presentato venerdì un documento davanti al Tribunale Supremo richiedendo l'esclusione dal procedimento giudiziario sulla Legge dei Nipoti di due associazioni che difendono i beneficiari di questa norma: Cubanos por la Democracia e Ascendenti Spagnoli nel Mondo.
L'argomento centrale di Iustitia Europa è che entrambe le entità mancano di legittimazione processuale per intervenire nel contenzioso.
Secondo il documento inviato al Supremo, le associazioni «non detengono alcun titolo» sulle potestà dell'Amministrazione Elettorale, né tantomeno «una posizione giuridica individualizzata rispetto all'accordo impugnato».
Il partito sostiene inoltre che la controversia riguarda gli effetti elettorali e censitari della Legge sui Nipoti —non sull'acquisizione della nazionalità spagnola—, per cui «un'eventuale accoglimento della sua domanda inciderebbe sulle obbligazioni di monitoraggio, revisione, tracciabilità e controllo della Junta Electoral Central e dell'Ufficio del Censimento Elettorale».
La manovra mira a silenziare di fronte al Supremo due delle principali organizzazioni che rappresentano i cubani e altri discendenti di esiliati spagnoli colpiti dalla sospensione cautelare del voto, in un momento in cui il termine per presentarsi nel procedimento scade il 22 ottobre.
Iustitia Europa è lo stesso partito che, insieme a Vox, ha presentato ricorso davanti alla Corte Suprema contro l'istruzione del Ministero della Giustizia del 2022, che presumeva la condizione di esiliato per tutti gli spagnoli che erano usciti dal paese tra il 1936 e il 1955 senza la necessità di documentarlo.
A seguito di tali risorse, il Supremo ha sospeso cautelarmente a settembre le iscrizioni nel censimento elettorale dei soggetti interessati dalla Legge sui Nipoti.
Il 12 ottobre, la Sala di Giustizia Amministrativa ha respinto il ricorso dell'Avvocatura dello Stato e ha mantenuto la sospensione, che potenzialmente riguarda 163.020 elettori iscritti nel Registro dei Residenti all'Estero (CERA). Anche la Procura aveva chiesto di consentire il voto, e il Supremo non ha accolto neppure quella richiesta.
È importante sottolineare che la sospensione non annulla le nazionalità spagnole concesse né abroga la Legge sulla Memoria Democratica: restrige solo cautelarmente gli effetti elettorali di determinate iscrizioni nel CERA in vista delle elezioni generali del 29 novembre. I nazionalizzati tramite questo canale che risiedono in Spagna non sono interessati.
In parallelo alla richiesta di esclusione, il fronte giudiziario si è intensificato su vari fronti. Il Centro dei Discendenti di Spagnoli Uniti (Ce.DEU) ha presentato istanze dinanzi alla Corte Suprema chiedendo l'annullamento della misura cautelare, sostenendo che tale provvedimento discrimina coloro che vivono al di fuori della Spagna rispetto ad altri nazionalizzati dalla stessa legge che risiedono nel paese.
El Difensore del Popolo, Ángel Gabilondo, è andato oltre e ha presentato un ricorso di protezione dinanzi alla Corte Costituzionale con richiesta di misure cautelari urgentissime affinché i soggetti interessati possano votare il 29 novembre. Iustitia Europa ha risposto sabato con un documento urgente alla Corte Costituzionale opponendosi a questa richiesta.
Nel frattempo, gli interessati hanno tempo fino al 22 ottobre per comparire davanti alla Corte Suprema come coimputati, con avvocato e procuratore, secondo la risoluzione pubblicata nel Bollettino Ufficiale dello Stato il 15 ottobre.
Iustitia Europa ha identificato il periodo dal 24 al 30 ottobre come critico, poiché è prevista l'invio della documentazione elettorale agli iscritti nel CERA.
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