Il Difensore del Popolo cerca di fermare la sospensione del diritto di voto dei nazionalizzati per la Legge dei Nipoti

Colegio elettorale in Spagna (immagine di riferimento)Foto © rivasciudad.es/Luis García Craus

Il Difensore del Popolo spagnolo, Ángel Gabilondo, ha presentato venerdì un ricorso di amparo presso il Tribunale Costituzionale per cercare di ribaltare la sospensione del diritto di voto di migliaia di cittadini naturalizzati attraverso la cosiddetta Legge dei Nipoti, in vista delle elezioni generali del 29 novembre 2026.

Secondo il comunicato ufficiale del Difensore del Popolo, Gabilondo ha chiesto alla Corte Costituzionale di adottare «misure cautelarissime» e di esprimersi riguardo «all'interpretazione della Corte Suprema in merito alla sospensione del diritto fondamentale di voto degli spagnoli nazionalizzati secondo la Legge sulla Memoria Democratica».

L'azione si svolge quattro giorni dopo che la Sala di Giustizia Amministrativa della Corte Suprema ha respinto il ricorso dello Stato e ha mantenuto la sospensione cautelare del voto per alcuni nazionalizzati registrati nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA).

La alta corte ha respinto gli argomenti dell'Avvocatura dello Stato e della Procura, che avevano avvertito che esaminare i dossier consolari prima delle elezioni era materialmente impossibile e che la misura violava un diritto fondamentale.

El Supremo ha sostenuto, invece, che il diritto di voto non è «di carattere assoluto», ma si sottopone a «interessi generali», come «quello di preservare la veridicità e l'assenza di irregolarità nel censimento elettorale, che deve prevalere sull'interesse particolare del cittadino».

La sospensione coinvolge potenzialmente 163.020 elettori, secondo i dati forniti dallo stesso Governo spagnolo alla Corte Suprema, il che la rende la prima restrizione di massa del voto nella storia della democrazia spagnola a sole settimane dalle elezioni.

Gabilondo ha preso la decisione dopo aver ricevuto richieste da privati e enti, tra cui il Consiglio Generale della Cittadinanza Spagnola all'Estero (CGCEE), organo consultivo che rappresenta oltre tre milioni di spagnoli residenti al di fuori della Spagna.

Quel organismo le ha presentato un documento il 13 ottobre in cui le chiedeva di ricorrere alla Corte Costituzionale e di adottare misure per proteggere il suffragio degli iscritti al CERA, invocando l'articolo 14 della Costituzione — «gli spagnoli sono uguali davanti alla legge» — e l'articolo 23.1, che garantisce il diritto di partecipare negli affari pubblici attraverso elezioni periodiche con suffragio universale.

La sospensione genera inoltre due paradossi notevoli: i nazionalizzati dalla Legge dei Nipoti che risiedono attualmente in Spagna potranno votare il 29-N, perché la restrizione riguarda solo le iscrizioni nel censimento estero; e ci sono persone colpite che hanno esercitato il loro diritto di voto nelle elezioni del 2023 e ora saranno escluse.

Paralelamente, gli interessati dalla sospensione hanno tempo fino al 22 ottobre per presentarsi davanti alla Corte Suprema come parte coobbieta, con avvocato e procuratore, dopo la pubblicazione del termine nel Bollettino Ufficiale dello Stato il 15 ottobre.

Il ricorso del Difensore si scontra, tuttavia, con un possibile ostacolo procedurale: il principio di sussidiarietà dell'amparo costituzionale richiede di aver previamente esaurito la via giudiziaria ordinaria, e fonti della Corte Costituzionale hanno avvertito che potrebbe essere dichiarato inammissibile se non viene rispettato tale requisito.

Questa azione è una delle ultime di grande rilievo del mandato di Gabilondo, che scade il 16 novembre, prima ancora che si tengano le elezioni il cui risultato potrebbe essere influenzato dall'esclusione di oltre 163.000 elettori.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.