Cuba seleziona 1.913 enoteche per assistere persone vulnerabili: cosa accadrà alle altre?

Bodega in via San IgnacioFoto © CiberCuba

Il Governo cubano ha selezionato 1.913 magazzini di una rete di oltre 12.000 esercizi per assistere le persone in situazione di maggiore vulnerabilità, mentre continua a promuovere la trasformazione di parte del commercio statale tramite i cosiddetti mercati di quartiere.

La cifra rappresenta circa il 16% della rete nazionale di negozi e pone una domanda importante per milioni di consumatori: cosa succederà agli oltre 10.000 esercizi rimasti?

La notizia è stata fornita da Marpessa Portal de Villiers, direttrice generale delle Vendite di Merci del Ministero del Commercio Interno (MINCIN), durante un intervento nel programma Haciendo Radio, di Radio Rebelde, come riportato dallo stesso organismo in una pubblicazione ufficiale su Facebook.

La funzionaria ha precisato che non tutte le bodegas si trasformeranno in mercati di quartiere e ha citato come esempio la rete di 1.913 esercizi selezionati per assistere le persone con maggiori necessità.

Sin embargo, il MINCIN non ha chiarito quale sarà il destino delle altre botteghe, quante conserveranno le loro funzioni tradizionali e quali saranno riconvertite secondo le nuove modalità commerciali.

Cosa succederà con le oltre 10.000 cantine rimanenti?

La dichiarazione del MINCIN conferma che esiste una selezione di esercizi per assistere le persone vulnerabili, ma non implica che il Governo abbia annunciato la chiusura di tutte le altre botteghe.

Per il momento, le autorità non hanno presentato un calendario nazionale di riconversione né un elenco delle cantine che continueranno a distribuire prodotti tramite la tessera di approvvigionamento.

Nel frattempo, il regime avanza nell'espansione dei mercati di quartiere, un modello che consente di affidare la gestione di esercizi commerciali statali a diversi attori economici.

Según Portal de Villiers, attualmente esiste una rete di 47 mercati rionali a Cuba.

Questi stabilimenti possono essere gestiti da imprese, micro, piccole e medie imprese (mipymes), cooperative non agricole, lavoratori autonomi, forme di investimento estero e altri attori autorizzati.

L'aggiudicazione della sua gestione avviene attraverso una procedura semplificata di gara, approvata dall'azienda che ha l'immobile in uso e amministrazione. Come spiegato dalla funzionaria, si dà priorità agli attori economici presenti nel municipio stesso.

Il modello prevede incentivi fiscali ed esenzioni dal pagamento dell'affitto per i gestori, legati alla commercializzazione dei prodotti inclusi nell'offerta definita ufficialmente.

Il Ministero sostiene che questi benefici devono contribuire ad aumentare la varietà di merci e a ridurre i prezzi al dettaglio.

La trasformazione ha già dei precedenti in diverse province. A settembre, CiberCuba ha informato di un avviso per affidare a gestori privati la gestione di 16 bodegas a Santa Clara, con incentivi che includevano fino a due anni di esenzione dal pagamento dell'affitto.

Il MINCIN annuncia la distribuzione di riso gratuito e altri alimenti

Durante il suo intervento, Portal de Villiers ha anche fornito informazioni sulla distribuzione di un modulo alimentare che ha iniziato a essere consegnato in diversi territori del paese.

Secondo la pubblicazione ufficiale del MINCIN, il modulo contiene:

  • Cinque libbre di riso provenienti da una donazione della Cina, che vengono distribuite gratuitamente.

  • Un litro di zucchero, che deve essere pagato.

  • Una libbra di piselli, anch'essa con costo per il consumatore.

La distribuzione è iniziata a Pinar del Río, Artemisa, La Habana, Matanzas, Cienfuegos, Villa Clara, Sancti Spíritus, Holguín, Santiago di Cuba e Guantánamo, così come nel municipio speciale Isla de la Juventud.

Nel caso di Mayabeque, il ministero ha informato che la consegna è già terminata.

Adicionalmente, la funzionaria ha annunciato la distribuzione di un chilogrammo di fagioli neri provenienti da una donazione in quattro province: L'Avana, Holguín, Santiago di Cuba e Guantánamo.

Il comunicato non ha precisato i prezzi che i consumatori dovranno pagare per lo zucchero e i piselli, né ha specificato le condizioni di consegna dei fagioli neri.

Non ha fornito né un calendario per comuni, né il numero totale di beneficiari, né se questi moduli saranno distribuiti esclusivamente tra le persone identificate come vulnerabili.

L'informazione risulta particolarmente importante in un contesto di scarsità di cibo, ritardi nella distribuzione della cesta familiare normata e difficoltà economiche per molti nuclei familiari cubani.

Chi avrà priorità nei mercati rionali?

La direttrice generale delle Vendite di Merci ha spiegato che i mercati di quartiere possono applicare meccanismi di vendita regolamentata rivolti a persone in condizioni di maggiore vulnerabilità, gruppi di età prioritari e donne in gravidanza.

Queste modalità dipenderanno dalla disponibilità dei prodotti, dalla domanda, dai prezzi e dalle valutazioni delle necessità territoriali e sociali.

Questo significa che la possibilità di applicare vendite regolamentate non equivale a garantire un'offerta permanente di alimenti sovvenzionati in tutti i mercati di quartiere.

La nuova informazione è nota pochi giorni dopo che il primo ministro Manuel Marrero ha annunciato un programma di distribuzione mensile di alimenti per 883.000 cubani considerati in situazione di maggiore vulnerabilità.

L'annuncio di Marrero prevedeva cinque libbre di riso, una di zucchero e una di legumi per i beneficiari identificati dalle autorità.

Tuttavia, la pubblicazione del MINCIN non stabilisce espressamente che le 1.913 bodegas selezionate siano gli unici stabilimenti incaricati di tale distribuzione né spiega come si relazionano entrambe le misure.

I mercati di quartiere suscitano critiche per i loro prezzi

Il regime cubano presenta i mercati di quartiere come un'alternativa per avvicinare i prodotti di prima necessità alla popolazione e offrire prezzi inferiori a quelli di altri esercizi commerciali.

In settembre, le autorità hanno promesso prezzi tra il 15% e il 30% più bassi in questi mercati, sebbene questa differenza non garantisca che i cibi risultino accessibili per coloro che dipendono da salari e pensioni in pesos cubani.

In Contramaestre, Santiago di Cuba, per esempio, l'apertura di un mercato di quartiere ha mostrato prodotti come riso a 350 pesos, pollo a 750 e olio vegetale a 2.000 pesos, secondo i prezzi pubblicati a settembre.

La esperienza ha sollevato anche interrogativi a causa della scarsità di merci. A L'Avana, un consumatore ha documentato un mercato di quartiere con appena cinque prodotti disponibili, in contrasto con l'immagine di abbondanza che le autorità promuovono su questi esercizi.

Recentemente, un'inchiesta della stampa ufficiale sui mercati ha provocato numerose critiche da parte dei cubani che hanno messo in discussione i prezzi, la mancanza di prodotti e l'assenza di questi commerci in determinate località.

Le lamentele riflettono un problema che la trasformazione commerciale non è riuscita a risolvere: la distanza tra il prezzo degli alimenti e la capacità di acquisto di buona parte della popolazione.

L'incertezza riguardo al libretto di approvvigionamento

La selezione delle cantine per le persone vulnerabili avviene mentre il governo cubano continua a modificare il modello di distribuzione degli alimenti che per decenni è stato basato sulla libretta di approvvigionamento.

Il sistema, implementato nel 1962, ha permesso di acquisire determinate quantità di prodotti a prezzi sovvenzionati, anche se il suo funzionamento è deteriorato progressivamente a causa della scarsità e dei ritardi nelle consegne.

Recentemente, un percorso giornalistico a La Habana ha trovato magazzini chiusi, vuoti o riconvertiti, mentre i consumatori esprimevano preoccupazione per la perdita progressiva di un meccanismo di distribuzione da cui dipendono ancora numerose famiglie.

Il Governo insiste ora nel concentrare determinati risorse sulle persone identificate come più vulnerabili, mentre promuove nuove forme di gestione commerciale per tentare di sostenere una rete statale deteriorata.

Tuttavia, le informazioni del MINCIN lasciano senza risposta questioni fondamentali: quante supermercati continueranno a funzionare, dove saranno situati, come verranno assistiti i consumatori non inclusi nei programmi di assistenza e quali garanzie ci saranno per accedere a cibi a prezzi accessibili.

Al momento, le autorità non hanno annunciato la dismissione ufficiale della libretta di approvvigionamento né la chiusura delle oltre 10.000 botteghe che non fanno parte della rete selezionata per le persone vulnerabili.

Lo che conferma il nuovo annuncio è che la riorganizzazione del commercio statale continua ad avanzare, mentre milioni di cubani continuano ad affrontare lo stesso problema quotidiano: ottenere cibo sufficiente e poterlo pagare con i propri redditi.

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Redazione di CiberCuba

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