
La missione medica cubana in Calabria valuta un'uscita poco convenzionale al blocco del conto bancario della Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos S.A. (CSMC) in Italia: che siano gli stessi medici a trasportare denaro contante all'Avana quando tornano a Cuba per le vacanze.
La possibilità è stata rivelata dai media italiani Informa Calabria e Calabria7, che hanno spiegato che il conto operativo della CSMC presso il banco BPER rimane congelato a causa degli effetti indiretti delle sanzioni americane contro Cuba.
Il problema si trascina dalla fine di luglio e colpisce specificamente l'ultimo tratto dello schema di pagamenti. La Calabria firma contratti direttamente con i medici cubani e deposita i loro stipendi in conti bancari italiani a nome dei professionisti.
I medici continuano a ricevere pagamenti normalmente nei loro conti personali. Ciò che rimane bloccato è il trasferimento successivo della quota che deve andare alla CSMC a L'Avana.
Le autorità della Calabria avevano già spiegato che i pagamenti vengono effettuati direttamente ai professionisti, mentre la successiva erogazione di una parte dello stipendio risponde all'accordo interno con l'ente statale cubano.
Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa italiana, la Regione Calabria paga circa 4.700 euro lordi mensili per ogni medico. Di quella somma, il professionista conserva fino a circa 1.200 euro della retribuzione base, oltre a una percentuale corrispondente alle ore straordinarie, mentre il resto deve essere trasferito alla CSMC.
Con quel invio bloccato, tra le opzioni che stanno considerando i responsabili della brigata figura che i medici stessi trasportino fisicamente le somme in contante quando tornano sull'isola per vacanze o periodi di riposo.
Non esiste, tuttavia, alcuna prova che quella formula sia già stata applicata. Al momento si tratta unicamente di una possibilità in fase di studio.
La alternativa solleva anche interrogativi legali e operativi. I mezzi italiani segnalano che movimentare somme importanti di denaro contante obbligherebbe a conformarsi alle norme sulla circolazione di denaro contante, prevenzione del riciclaggio di denaro, tracciabilità dei fondi e dichiarazioni doganali, specialmente considerando che la missione coinvolge oltre 200 professionisti.
Il blocco bancario è stato reso pubblico alla fine di agosto, quando è emerso che il conto bancario della missione medica cubana era stato bloccato in Italia.
Il modello di assunzione è stato oggetto di critiche per anni perché una parte sostanziale della remunerazione generata dai medici all'estero finisce nelle mani dello Stato cubano.
In Calabria, secondo i dati forniti dalle fonti italiane, i medici trattengono circa un quarto della remunerazione base, mentre il resto spetta alla CSMC.
La controversia è giunta anche alle istituzioni europee. A settembre, l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani ha chiesto all'Unione Europea di indagare sulla brigata medica dispiegata in Calabria per possibili pratiche di tratta di esseri umani.
L'organizzazione ha sostenuto che il sistema di assunzione riproduce meccanismi di ritenzione salariale e controllo denunciati in altre missioni mediche cubane.
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