Il Regno Unito inasprisce il suo avviso ufficiale di viaggio per Cuba

Turstias che cammina per una strada dell'Avana (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Il Ministero degli Affari Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo del Regno Unito (FCDO) ha aggiornato lo scorso venerdì il suo avviso ufficiale di viaggio per Cuba, mantenendo la raccomandazione ufficiale di «non viaggiare a Cuba se non è essenziale».

La revisione incorpora nuove sezioni su proteste di strada, collassi della rete elettrica, carenza di carburante e acqua, interruzioni nella connettività aerea e restrizioni alle transazioni con carte internazionali sull'isola.

Cuba sta attraversando una crisi economica «sempre peggiore»

Il FCDO descrive senza mezzi termini la situazione nell'isola.

«Cuba sta vivendo una situazione economica sempre più grave, con carenze di combustibile, elettricità, acqua e altre necessità di base. Questo sta influenzando i servizi turistici e disturbando gli spostamenti all'interno del paese», precisa il comunicato.

Il documento sottolinea che tale deterioramento ha scatenato proteste frequenti.

«Fino ad oggi, la maggior parte di queste si sono mantenute pacifiche, ma è necessario essere consapevoli che le proteste possono intensificarsi», avverte l'organismo, che raccomanda ai suoi cittadini di stare lontani da grandi concentrazioni.

El FCDO avverte anche di un aumento della criminalità opportunistica, legata al deterioramento economico e sociale.

Apagoni ripetuti e rischio di nuovi crolli

La crisi energetica occupa un posto centrale nell'aggiornamento.

Il FCDO avverte che «la rete elettrica nazionale cubana è crollata più volte negli ultimi mesi» e che, «data l'attuale situazione, è probabile che si verifichino nuovi crolli».

Le autorità cubane hanno introdotto il razionamento del combustibile, ridotto i servizi pubblici e applicato aggiustamenti in sanità, istruzione, trasporti e turismo per conservare delle forniture energetiche «molto limitate».

Il governo britannico consiglia ai viaggiatori di «conservare carburante, acqua, cibo e carica del telefono cellulare» e avverte: «preparati a interruzioni significative».

Aeroporti senza carburante e compagnie aeree che abbandonano Cuba

Un altro punto critico dell'avviso riguarda la connettività aerea.

Il FCDO segnala che «le autorità cubane hanno annunciato che tutti i loro aeroporti internazionali sono sprovvisti di carburante per aviazione», e che solo la Terminal 3 dellAeropuerto Internacional José Martí è operativa.

Tra le compagnie aeree che hanno sospeso le operazioni figurano tutte le compagnie aeree canadesi, oltre a Air France, Iberia, World2Fly e LATAM.

Il organismo avverte che gli aeroporti cubani continuano a essere privi di carburante per aeromobili e che «le opzioni per lasciare il paese potrebbero ridursi ulteriormente se la situazione dovesse peggiorare».

A chi si trova già nell'isola, il FCDO lancia un messaggio diretto: «La situazione ha il potenziale di deteriorarsi rapidamente e senza preavviso. Assicurati di essere pronto a cambiare i tuoi piani rapidamente se necessario».

Tarjetas internazionali bloccate: solo contante

La avvertenza affronta anche il problema dei pagamenti. Il FCDO ricorda che il Banco Central de Cuba ha annunciato che Visa e Mastercard non operano più nell'isola da giugno, lasciando i viaggiatori senza possibilità di prelevare contante negli sportelli automatici con carte estere.

«Se hai bisogno di visitare Cuba, devi portare con te abbastanza contante per coprire le tue spese durante l'intero soggiorno e in caso di emergenza, come trattamento medico o partenza ritardata. I dollari statunitensi e gli euro sono ampiamente accettati», indica il comunicato.

Un turismo in caduta libera

L'avvertimento britannico si aggiunge a quelli emessi da Canada, Paesi Bassi, Germania e Irlanda, tra altri paesi, nel corso del 2026.

L'impatto sul settore è devastante: tra gennaio e agosto sono arrivati a Cuba appena 450.353 visitatori internazionali, un 64,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

La occupazione alberghiera non supera il 10% e la catena statale Gaviota ha chiuso 20 hotel a Cayo Santa María, lasciando senza lavoro oltre 7.000 lavoratori, una cifra che illustra l'entità della crisi che attraversa il regime cubano.

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Redazione di CiberCuba

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