
La CIA ha condiviso con diversi governi europei un rapporto dettagliato sui piani del Cremlino per lanciare droni contro Spagna, Francia o Italia da navi mercantili nel Mediterraneo, secondo un'esclusiva pubblicata da El Mundo.
L'allerta rappresenta un significativo ampliamento della minaccia russa: finora, i paesi del fianco orientale della NATO erano i più esposti; ora l'attenzione si sposta verso il sud dell'Europa occidentale.
Il vettore d'attacco sarebbe il dron Gerbera, un apparecchio russo a basso costo che misura circa due metri, ha un'apertura alare di 2,5 metri, pesa fino a 18 chili, raggiunge circa 160 chilometri orari e dispone di un raggio d'azione massimo dichiarato di 600 chilometri.
Secondo una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa della Lituania, il metodo è semplice: «Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti nel contenitore di una nave; non è affatto difficile».
Gli apparecchi verrebbero catapultati da petrolieri della cosiddetta «flotta fantasma» russa, posizionati a una distanza tra i 200 e i 300 chilometri dalla costa. Da questa distanza, il volo durerebbe tra un'ora e un'ora e mezza.
Con un carico esplosivo di appena quattro o cinque chili, il Gerbera non è progettato per distruggere grandi installazioni, ma per chiudere un aeroporto, provocare un incendio o dimostrare che la Russia può colpire le retrovie europee. L'effetto cercato sarebbe tanto politico ed economico quanto materiale.
La notizia arrivò nelle mani degli alleati poco dopo il viaggio segreto del direttore della CIA, John Ratcliffe, a Mosca il 25 agosto, il primo di un capo dell'agenzia in Russia da novembre 2021.
Ratcliffe è arrivato in aereo militare con scalo a Riga e, secondo The Wall Street Journal e Politico, è andato a avvertire Mosca contro qualsiasi attacco o provocazione contro la NATO. Il Kremlin ha confermato «contatti tra servizi d'intelligence» e che Putin è stato informato, ma ha negato un incontro diretto.
Diversi analisti della difesa hanno confermato l'esistenza del rapporto della CIA, descritto come «molto preciso» nel delineare il possibile attacco.
I francesi, in particolare, gli hanno conferito «molta credibilità», il che spiegherebbe la reazione eccezionale di Emmanuel Macron: il 16 settembre ha riunito il Consiglio di Difesa e due giorni dopo ha convocato all'Eliseo i leader di tutti i partiti e i candidati alle presidenziali del 2027.
La scelta di questi tre paesi non è casuale. Tutti e tre hanno elezioni nel 2027 e dispongono di forze politiche in grado di sfruttare la paura e la stanchezza riguardo all'Ucraina.
Il analista britannico Keir Giles, specialista in strategia militare russa, avverte che «non sono necessariamente i paesi di prima linea a essere l'obiettivo» e sottolinea che «l'obiettivo sarà dove si troverà il punto più debole d'Europa», citando espressamente la Spagna e il Regno Unito per non aver investito in sistemi integrati di difesa aerea.
Questa allerta si inserisce in una escalation progressiva della guerra ibrida russa contro l'Europa occidentale. Il grande punto di svolta precedente è stato l'incidente dell'aeroporto di Lipsia, dove è stato rilevato un drone con un ordigno esplosivo destinato ad attaccare un aereo cargo ucraino; la Germania ha ufficialmente accusato la Russia e ha chiuso un consolato russo a Berlino.
Prima, circa un anno fa, 19 droni russi senza munizioni si sono deviati nello spazio aereo polacco, attivando consultazioni urgenti nella NATO.
Nei circoli militari russi circolano già mappe con possibili obiettivi nel sud della Francia. Il 19 settembre, il influente canale Telegram Rybar ha pubblicato un'infografica del Mediterraneo intitolata «Medicina russa contro l'arroganza francese», immaginando la fornitura di droni all'Algeria per attaccare fabbriche aeronautiche, basi militari e centrali nucleari francesi.
Il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, aveva già avvertito chiaramente: «La Russia può facilmente lanciare droni sugli aeroporti spagnoli e danneggiare l'industria del turismo».
Per parte sua, il ministro degli Affari Esteri lituano, Kestutis Budrys, ha riassunto la posizione alleata di fronte alla minaccia: «La Russia non si nasconderà. Dobbiamo semplicemente evitare conseguenze».
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