
Il giudice della Audiencia Nacional José Luis Calama di Spagna ha citato questo lunedì Laura e Alba Rodríguez Espinosa, figlie dell'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero, a comparire il prossimo 30 novembre in qualità di indagate nel caso Plus Ultra. Secondo quanto riporta l'agenzia EFE, Laura dovrà presentarsi alle 9:00 e Alba alle 12:00.
La decisione arriva su richiesta della Procura Anticorruzione, che in un documento datato 16 settembre ha sottolineato la «necessità» che l'Ufficio Nazionale di Investigazione contro le Frodi (ONIF), sotto il Ministero delle Finanze, rediga un rapporto fiscale e tributario su Zapatero e le sue due figlie che copra il periodo 2020-2025, di fronte agli «indizi» che entrambe potrebbero aver ricevuto commissioni legate al salvataggio pubblico di 53 milioni di euro concesso nel 2021 dalla SEPI alla compagnia aerea.
Le figlie dell'ex leader del PSOE sono co-proprietarie della società What the Fav, che secondo l'Unità di Criminalità Economica e Fiscale (UDEF) avrebbe ricevuto trasferimenti da diverse società del tessuto investigato: 561.440 euro da Intelligenza Prospectiva, 239.755 euro da Analisi Rilevante e 171.727 euro da Gate Center, tra gli altri.
Secondo dati della UDEF raccolti da Infobae, Laura avrebbe percepito 247.191 euro tra aprile 2021 e dicembre 2025, e Alba 199.904 euro tra aprile 2023 e dicembre 2025. La UDEF sostiene che la compagnia non svilupperebbe un'attività imprenditoriale ordinaria, ma servirebbe per generare fatture e redistribuire fondi.
Nella stessa provvedimento, Calama ha convocato come testimoni per il 19 novembre José Ángel Partearroyo, ex direttore delle Partecipate della SEPI, e Félix Martín, ex direttore finanziario di Plus Ultra. La citazione di Partearroyo arriva dopo la dichiarazione dell'ex presidente della compagnia aerea, Julio Martínez Sola, che il 7 settembre ha ammesso di aver avuto contatti con lui per ottenere il prestito e ha riconosciuto di aver pagato l'1% di quella somma — circa 530.000 euro — al cosiddetto «gruppo Zapatero».
Paralelamente, il giudice ha concesso a Zapatero un termine di tre giorni per fornire documentazione riguardo alle quasi 80 pezzi di gioielleria trovati nellacassaforte del suo ufficio a Madrid, valutati inizialmente in 1.323.915 euro. L'ex presidente si è impegnato il 27 giugno a spiegare l'origine dei pezzi entro dieci giorni, impegno che non ha ancora formalizzato. In un'intervista su Televisión Española il 23 luglio, li ha descritti come un «regalo di cortesia personale» ricevuto molti anni fa da un paese che non ha voluto rivelare.
Il magistrato ha incaricato inoltre un nuovo rapporto peritale gemologico alla Joyería Yanes, con il supporto dell'Istituto Gemologico Spagnolo, per descrivere individualmente ogni pezzo e identificare l'area geografica di produzione di quelli più preziosi. Zapatero è sotto indagine per presunti reati di contrabbando e reato fiscale in relazione a tale scoperta.
Il caso ha preso nuovo slancio dopo la confessione di colpevolezza davanti alla giustizia degli Stati Uniti di Alex Saab, imprenditore colombiano-venezuelano indicato come principale operatore finanziario del chavismo, che ha aperto un ponte tra i movimenti finanziari di Plus Ultra e le reti di corruzione venezuelana.
Con le citazioni delle figlie di Zapatero del 30 novembre, il processo entra in una fase decisiva che per la prima volta pone tutta la famiglia del ex presidente socialista spagnolo imputato per corruzione di fronte al giudice istruttore.
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