Quattro mesi dopo, Putin ringrazia l'equipaggio del petroliera russo che ha portato 100.000 tonnellate di greggio a Cuba

Petrolifero russo Anatoly Kolodkin e Vladimir Putin.Foto © Collage/X/Cupet e X/MFA Russia @mfa_russia

Il presidente russo Vladímir Putin ha riconosciuto ufficialmente l'equipaggio del petroliera Anatoly Kolodkin, lo scorso marzo, un'operazione che Mosca ha presentato come aiuto umanitario in mezzo alla grave crisi energetica dell'isola.

Putin ha firmato il decreto il 6 agosto, esprimendo la sua gratitudine ai membri dell'equipaggio per l'«alta professionalità» dimostrata durante la missione, secondo quanto riferito dalla compagnia di navigazione statale Sovcomflot, che ha citato il documento pubblicato nel portale ufficiale delle informazioni giuridiche della Russia e ripreso dall'agenzia di notizie EurAsia Daily.

Il riconoscimento arriva poco più di quattro mesi dopo che Anatoly Kolodkin è arrivato alla terminal petrolifera di Matanzas, con circa 100.000 tonnellate metriche di greggio, equivalenti a circa 730.000 barili.

Il carico è stato presentato da Mosca come aiuto umanitario destinato ad alleviare l'emergenza energetica cubana, caratterizzata da prolungati blackout, scarsità di carburante e un deterioramento sostenuto del Sistema Elettrico Nazionale.

Il decreto riconosce i membri di diverse aree dell'equipaggio, tra cui assistenti del capitano, marinai, macchinisti, contrammiragli, elettromeccanici, personale addetto alle operazioni di carico, una domestica e un cuoco, ha aggiunto il mezzo russo online Life.

La Russia assicura che il petrolio ha evitato un «collasso totale» a Cuba

Informando sul riconoscimento di Putin, Sovcomflot ha attribuito un'importanza straordinaria all'operazione e ha assicurato che il carburante inviato ha avuto un ruolo decisivo nel sostenere i servizi essenziali sull'isola.

«Questo viaggio ha avuto un'importanza estrema: i materiali energetici consegnati hanno garantito il funzionamento degli ospedali e dei sistemi di approvvigionamento idrico, evitando il collasso totale dell'economia cubana», ha affermato la compagnia.

El Anatoly Kolodkin, appartenente a Sovcomflot, era partito dal porto russo di Primorsk l'8 marzo e ha realizzato una delle maggiori spedizioni di petrolio ricevute da Cuba durante i primi mesi del 2026.

L'operazione ha inoltre avuto una evidente dimensione geoeconomica. Sovcomflot è soggetta a sanzioni da parte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti dal febbraio 2024, come parte delle misure adottate da Washington contro il settore energetico e marittimo russo.

La stessa compagnia ha precisato che il petrolifero ha effettuato la missione «per incarico del governo» russo, confermando che non si è trattato di un'operazione commerciale ordinaria, ma di una spedizione disposta da Mosca per assistere uno dei suoi principali alleati in America Latina.

Díaz-Canel ha riconosciuto che il carico era insufficiente

La valutazione russa sulla trascendenza della missione ha contrastato con le dichiarazioni stesse delle autorità cubane riguardo al reale contenuto del carico.

Il governante Miguel Díaz-Canel ha ringraziato per l'aiuto e ha definito l'invio come «simbolico», riconoscendo allo stesso tempo che era insufficiente rispetto alle necessità energetiche del paese.

Il primo ministro Manuel Marrero Cruz ha anche ringraziato pubblicamente il supporto di Mosca. Tuttavia, stime diffuse in quel periodo indicavano che le circa 100.000 tonnellate inviate dalla Russia potevano coprire appena dieci giorni di consumo.

Il sollievo si è rivelato, effettivamente, temporaneo. A maggio, Díaz-Canel riconosceva che quel petrolio russo era già stato consumato e che non c'erano nuovi carichi in vista in grado di sostituirlo.

La situazione ha messo in evidenza l'entità del problema: anche una petroliera carica di centinaia di migliaia di barili poteva offrire solo un respiro limitato di fronte alle necessità accumulate del paese.

Un riconoscimento quattro mesi dopo la missione

L'operazione è avvenuta nel mezzo di una delle crisi energetiche più gravi che Cuba ha affrontato, con deficit di generazione vicini ai 2.000 MW e interruzioni di corrente che in numerosi territori superano le 20 ore al giorno.

Alla mancanza di combustibile si aggiunge il deterioramento delle vecchie centrali termoelettriche, guasti frequenti e anni di investimenti e manutenzione insufficienti dell'infrastruttura elettrica.

In questo scenario, il decreto firmato da Putin quattro mesi dopo il viaggio rafforza anche la dimensione politica che Mosca conferisce all'operazione.

Il Cremlino presenta la spedizione come una prova concreta del suo sostegno a L'Avana e elogia pubblicamente coloro che hanno reso possibile una missione realizzata da una compagnia marittima sotto sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Per Cuba, tuttavia, le 100.000 tonnellate di greggio hanno rappresentato solo un sollievo transitorio. Quattro mesi dopo quella consegna, la crisi energetica continua a condizionare la vita quotidiana di milioni di cubani, mentre i blackout e la scarsità di carburante permangono senza una soluzione strutturale in vista.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.