Foro Madrid chiede a Spagna e UE un cambiamento radicale nella loro politica verso il regime cubano

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Foro Madrid ha richiesto alla Spagna e all'Unione Europea un profondo cambiamento di politica nei confronti del regime cubano, con misure che vanno dal condizionare le relazioni con L'Avana a progressi democratici fino a impedire che risorse pubbliche europee finiscano per beneficare strutture controllate dallo Stato e dalle Forze Armate.

Le proposte sono raccolte nel rapporto Cuba: un regime criminal sostenuto dall'esterno, in cui l'organizzazione propone una strategia che combina pressione politica ed economica, difesa dei prigionieri politici, revisione della cooperazione internazionale e supporto a una eventuale transizione democratica nell'isola.

Foro Madrid è una piattaforma politica internazionale promossa dalla Fondazione Disenso, collegata a Vox e presieduta da Santiago Abascal, che da anni mantiene una posizione critica nei confronti del regime cubano.

Il documento non si limita a denunciare il supporto economico che, secondo l'organizzazione, L'Avana ha ricevuto dalla Spagna e dall'Europa, ma propone cosa dovrebbero fare Madrid e Bruxelles per modificare tale relazione.

Condizionare le relazioni con L'Avana

Una delle principali proposte è che la Spagna smetta di mantenere una politica di dialogo con il regime cubano senza condizioni legate alla situazione politica e ai diritti umani.

Foro Madrid reclama che le relazioni con La Habana siano collegate alla liberazione dei prigionieri politici, alla cessazione della repressione e ai progressi verso una transizione democratica.

L'organizzazione mette anche in discussione la politica seguita dall'Unione Europea ai sensi dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione tra Cuba e l'UE (ADPC).

Il rapporto ricorda che il Parlamento Europeo ha approvato diverse risoluzioni critiche nei confronti della situazione dei diritti umani a Cuba e sostiene che Bruxelles dovrebbe utilizzare i meccanismi previsti nei suoi accordi con L'Avana di fronte alle violazioni denunciate.

Evitare che la cooperazione rafforzi il regime

Un altro dei cambiamenti richiesti riguarda direttamente la cooperazione spagnola ed europea.

Foro Madrid sostiene che il sistema cubano consente allo Stato di intervenire nella canalizzazione e nell'esecuzione dei progetti internazionali, per cui chiede di stabilire meccanismi che garantiscano che i fondi destinati ad aiutare i cubani non finiscano per rafforzare le strutture governative.

La organizzazione propone che l'assistenza umanitaria possa raggiungere direttamente la popolazione attraverso organizzazioni indipendenti e menziona, tra le altre alternative, la Chiesa cattolica e enti della società civile estranei al controllo statale.

Secondo i dati raccolti nel rapporto, nel 2025 esistevano 80 progetti finanziati dall'Unione Europea a Cuba per un valore totale di 155 milioni di euro.

Foro Madrid ritiene che il problema non debba ridursi a quanti soldi vengono destinati a Cuba, ma anche a chi controlla queste risorse e chi ne trae realmente beneficio.

Tagliare il sostegno pubblico a imprese collegate a GAESA

Il rapporto dedica inoltre particolare attenzione alle relazioni imprenditoriali con il Gruppo di Amministrazione Aziendale S.A. (GAESA), un conglomerato controllato dalle Forze Armate cubane e con una presenza dominante in settori strategici dell'economia.

Foro Madrid propone che la Spagna smetta di sostenere con risorse pubbliche investimenti o operazioni imprenditoriali legate a enti del sistema militare cubano.

La organizzazione mette in particolare dubbio che alcune attività possano beneficiare di meccanismi spagnoli destinati a ridurre il rischio delle imprese che operano all'estero quando la controparte cubana appartiene o è collegata a GAESA.

La sua proposta mira a impedire che il denaro dei contribuenti spagnoli finisca per assumere rischi derivanti da affari con aziende controllate dalla leadership militare cubana.

Misure contro i movimenti finanziari della cupola cubana

Le raccomandazioni vanno oltre le relazioni diplomatiche ed economiche.

Foro Madrid propone che la Spagna eviti di diventare un rifugio o uno spazio per operazioni finanziarie dei dirigenti del regime cubano e dei loro ambienti, e chiede di utilizzare gli strumenti disponibili contro possibili operazioni di riciclaggio di denaro quando ci siano indizi che giustifichino la loro applicazione.

Propone inoltre di rafforzare la cooperazione tra Polizia, Guardia Civil, giudici, pubblici ministeri e servizi di intelligence di fronte a eventuali reti di crimine organizzato o movimenti finanziari legati agli interessi del regime cubano.

Queste misure, secondo quanto riportato nel rapporto, dovrebbero far parte di una politica spagnola più ampia volta ad aumentare la pressione su coloro che controllano le principali strutture politiche, militari ed economiche di Cuba.

Spagna di fronte a una possibile transizione democratica a Cuba

Foro Madrid non propone soltanto misure di pressione. Il documento richiede che la Spagna si prepari a svolgere un ruolo rilevante in una eventuale transizione democratica cubana.

Per i suoi legami storici, culturali, economici e umani con l'isola, l'organizzazione ritiene che la Spagna dovrebbe essere in grado di contribuire allo sviluppo economico e alla ricostruzione istituzionale di una futura Cuba democratica.

La proposta comporta un cambiamento sostanziale rispetto a una politica incentrata sul mantenimento del dialogo e della cooperazione con le attuali autorità cubane.

Il progetto di Foro Madrid avviene inoltre in un momento in cui la politica spagnola nei confronti di Cuba inizia a guadagnare peso nel dibattito politico.

Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha recentemente affermato che, se arriva alla presidenza del Governo, la Spagna dovrà lavorare insieme agli Stati Uniti per ottenere che «la prosperità e la libertà arrivino a Cuba».

Il PP ha anche chiesto che la Spagna promuova nell'Unione Europea la sospensione dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione con Cuba.

Sebbene le proposte del Foro Madrid non costituiscano la posizione ufficiale del Partido Popular né rappresentino una politica congiunta dell'opposizione spagnola, coincidono con un inasprimento del discorso verso L'Avana in settori della destra spagnola, specialmente nella richiesta di cambiamenti democratici e nel mettere in discussione l'attuale relazione europea con il regime cubano.

Il rapporto propone, in definitiva, che la Spagna e l'UE passino da una politica fondamentalmente basata su dialogo, cooperazione e relazioni economiche a un'altra che utilizzi quegli strumenti come leve per esigere libertà politiche, rispetto dei diritti umani e una transizione democratica a Cuba.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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