Foro Madrid accusa la Spagna e l'Unione Europea di sostenere il regime cubano dall'estero

Relazioni Cuba-Unione Europea (Illustrazione di riferimento)Foto © CiberCuba/Sora

La Spagna e l'Unione Europea contribuiscono a finanziare e sostenere economicamente il regime cubano attraverso condoni di debito, cooperazione milionario, sovvenzioni e altri meccanismi supportati da fondi pubblici, secondo quanto denuncia un rapporto di Foro Madrid che mette sotto la lente il flusso di denaro verso L'Avana.

Il documento, intitolato «Cuba: un regime criminal sostenuto dall'estero», sostiene che una parte della sopravvivenza economica del sistema cubano dipende da risorse provenienti dall'estero e sottolinea in particolare la Spagna e le istituzioni dell'Unione Europea.

Secondo Foro Madrid, un'alleanza internazionale promossa dalla Fondazione Disenso, questi legami contribuiscono a sostenere finanziariamente il regime cubano dall'estero.

Foro Madrid mette in discussione come, mentre Cuba affronta una profonda crisi economica e sociale, governi e istituzioni europee continuino a canalizzare milioni verso l'isola attraverso cooperazione, ristrutturazioni e perdoni di debito, garanzie pubbliche per operazioni imprenditoriali e altri strumenti finanziari.

Casi 2 miliardi di euro di debito con la Spagna

Uno dei principali argomenti del rapporto ruota attorno al debito cubano con la Spagna.

Foro Madrid ricorda che, secondo dati rivelati dal Governo spagnolo in una risposta parlamentare, Cuba accumulava all'inizio del 2020 un debito di 1.970,66 milioni di euro, quasi due terzi di tutto quanto dovuto alla Spagna dai paesi iberoamericani.

Il documento esamina inoltre diverse operazioni di ristrutturazione e condono. Secondo le cifre citate dall'organizzazione, nel 2015 sono stati ristrutturati 201 milioni di euro e sono stati perdonati 110,8 milioni.

Un anno dopo, un'altra operazione ha raggiunto circa 2,242 milioni di euro di debito a medio e lungo termine, dei quali 1,492 milioni corrispondevano a interessi di mora che sarebbero stati condonati, secondo il rapporto.

Foro Madrid segnala anche che nel luglio del 2025 è stato attivato un programma di conversione del debito fino a 375 milioni di euro, precedentemente concordato tra Spagna e Cuba e legato a progetti di investimento nell'isola.

L'organizzazione interpreta queste operazioni non come semplici aggiustamenti contabili tra Stati, ma come meccanismi attraverso i quali la Spagna finisce per assorbire parte del costo dell'inadempienza cubana e fornire ossigeno finanziario a L'Avana.

Denaro pubblico e affari con aziende collegate a GAESA

Il rapporto rivolge anche le sue critiche verso le relazioni imprenditoriali.

La deuda del governo cubano con aziende spagnole si aggira almeno intorno ai 300 milioni di euro.

Un rapporto dell'Ufficio Economico e Commerciale di Spagna a L'Avana ha fissato a 255,9 milioni di euro il debito privato registrato ufficialmente, sebbene sommando i dividendi trattenuti e altri fondi che non possono uscire da Cuba, la cifra fosse di circa 330 milioni.

Foment del Treball aveva denunciato inoltre più di 350 milioni di euro in mancati pagamenti a circa 300 aziende spagnole.

Foro Madrid mette in discussione in particolare quegli investimenti in cui la controparte cubana è collegata al Grupo de Administración Empresarial S.A. (GAESA), conglomerato controllato dalle Forze Armate cubane.

Il documento afferma che esistono aziende spagnole associate a enti del tessuto di GAESA e mette in discussione se determinate operazioni abbiano ricevuto supporto attraverso meccanismi pubblici spagnoli.

Quel punto risulta centrale nella denuncia di Foro Madrid: l'organizzazione sostiene che il finanziamento esterno verso Cuba non si limita ai programmi di cooperazione, ma include strutture finanziarie destinate a ridurre i rischi di determinate operazioni imprenditoriali con entità legate allo Stato cubano.

L'Unione Europea finanzia decine di progetti a Cuba

La critica si estende anche a Bruxelles. Foro Madrid pone sotto la lente il Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione tra Cuba e l'Unione Europea e sostiene che questo quadro ha permesso di mantenere il finanziamento europeo verso l'isola senza che si siano verificate le trasformazioni politiche richieste dall'organizzazione.

Il rapporto indica che nel 2025 esistevano 80 progetti in corso finanziati dall'Unione Europea per un valore totale di 155 milioni di euro.

Foro Madrid ricorda inoltre che l'accordo tra Bruxelles e L'Avana contiene disposizioni relative ai diritti umani e afferma che diverse risoluzioni del Parlamento Europeo hanno richiesto di utilizzare i meccanismi previsti in caso di inadempienze attribuite al governo cubano.

L'organizzazione contestualizza anche il modo in cui vengono canalizzati questi fondi e sostiene che la struttura di cooperazione esistente consente a istituzioni statali cubane di partecipare o trarre vantaggio da progetti sviluppati nell'isola.

Per questa ragione, Foro Madrid richiede che l'aiuto destinato ai cubani sia indirizzato, sempre che sia possibile, tramite organizzazioni indipendenti dallo Stato e non attraverso strutture controllate da La Habana.

Altri rapporti hanno messo in evidenza il costo per la Spagna

Le critiche sui fondi spagnoli destinati direttamente o indirettamente a Cuba non sono nuove. A luglio, un altro rapporto ha calcolato in 4.994 milioni di euro il costo per la Spagna delle successive condonazioni e ristrutturazioni del debito cubano durante circa tre decenni.

Quella cifra corrisponde a uno studio distinto e non deve essere confusa con i calcoli inclusi nel documento di Foro Madrid, anche se entrambe le analisi concordano nel mettere in discussione il costo che la relazione finanziaria con L'Avana ha avuto per i conti spagnoli.

La Spagna mantiene inoltre un ruolo di spicco come interlocutore europeo del governo cubano. A febbraio, il cancelliere Bruno Rodríguez ha viaggiato a Madrid per incontrare il ministro spagnolo degli Affari Esteri, José Manuel Albares, in un incontro richiesto dalla parte cubana.

Per Foro Madrid, il problema trascende le relazioni diplomatiche. La sua tesi è che la Spagna e l'Unione Europea continuano a fornire risorse finanziarie, allevi di debito, cooperazione e copertura economica che finiscono per ridurre la pressione su un sistema incapace di generare da solo le risorse necessarie per sostenersi.

Il rapporto chiede, pertanto, una revisione di tali politiche e mette in discussione il fatto che fondi provenienti da contribuenti europei continuino a finanziare progetti legati a Cuba mentre la popolazione affronta carenze, blackout, inflazione e deterioramento dei servizi di base.

La conclusione del documento è chiara: Foro Madrid non presenta queste relazioni come semplici legami di cooperazione o commercio, ma come parte di una rete di finanziamento e sovvenzione esterna che, a suo avviso, aiuta a mantenere economicamente il regime cubano.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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