Il Parlamento Europeo vota a favore di sanzionare Díaz-Canel e di sospendere l'accordo con Cuba

Il Parlamento Europeo ha approvato con 283 voti favorevoli una risoluzione che chiede sanzioni contro Díaz-Canel e la sospensione dell'accordo bilaterale UE-Cuba.



Parlamento europeo (Immagine di riferimento)Foto © X/Parlamento europeo

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Il Parlamento Europeo ha approvato giovedì una risoluzione storica che condanna la repressione sistematica del regime cubano, chiede sanzioni individuali da parte dell'Unione Europea contro Miguel Díaz-Canel e richiede la sospensione dell'accordo bilaterale che collega Bruxelles all'Avana dal 2016.

La risoluzione è stata adottata in seduta plenaria con 283 voti favorevoli, 199 contrari e 85 astensioni, rappresentando così la dichiarazione più incisiva del Parlamento Europeo su Cuba da decenni.

Cuba, sull'orlo di uno stato fallito

Il testo approvato non lascia spazio all'ambiguità: dopo cinque decenni di regime comunista, gli eurodeputati affermano che Cuba è «sull'orlo di diventare uno stato fallito».

La risoluzione sottolinea che l'89% delle famiglie cubane vive in situazione di povertà estrema e chiarisce che questa realtà non ha origini esterne: la crisi umanitaria «non è il risultato di alcun embargo esterno, ma la conseguenza diretta del modello stesso e dei fallimenti del regime».

Il Parlamento ha registrato inoltre che alla fine di maggio 2026 Cuba accumulava un numero record di 1.281 prigionieri politici, compresi minori, secondo i dati di Prisoners Defenders.

Sanzioni contro Díaz-Canel e i leader di GAESA

La risoluzione invita il Consiglio dell'UE ad applicare sanzioni individuali ai sensi del regime globale europeo sui diritti umani - l'equivalente europeo della Legge Magnitsky - contro i responsabili della repressione, a partire da Díaz-Canel.

Si chiedono anche misure contro i dirigenti di GAESA, il conglomerato militare che controlla quasi la metà dell'economia cubana, inclusi settori come il turismo, i porti e le rimesse.

Questa votazione avviene appena due settimane dopo che gli Stati Uniti hanno sanzionato direttamente Díaz-Canel per la prima volta, includendolo nell'elenco SDN dell'OFAC insieme a sua moglie Lis Cuesta e ad Alejandro Castro Espín, nell'ambito dell'Ordine Esecutivo 14404 firmato da Donald Trump il 1 maggio 2026.

Sospensione dell'accordo UE-Cuba

I deputati europei avvertono che, in assenza di passi chiari verso una transizione democratica a breve termine, l'UE deve sospendere il Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione firmato con Cuba nel dicembre 2016.

Tale accordo include una clausola di diritti umani che permette la sua sospensione in caso di gravi violazioni, la cui attivazione viene richiesta da anni dall'opposizione e dalla società civile cubana.

In maggio 2026, l'Alta Rappresentante dell'UE Kaja Kallas aveva già ammesso davanti all'assemblea che l'accordo «non ha dato i frutti» attesi dopo quasi un decennio di vigore.

Il leader dell'opposizione José Daniel Ferrer lo aveva descritto a maggio davanti alla Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento Europeo come «un'aspirina per un terribile cancro».

Transizione democratica e aiuto umanitario

La risoluzione approvata oggi richiede anche la liberazione immediata e incondizionata di tutti i prigionieri politici, la fine della tortura e dei maltrattamenti, e un risarcimento per le vittime.

I eurodeputati insistono sul fatto che «l'unico modo per uscire dalla penuria, dalla povertà e dall'isolamento che soffre il popolo cubano è attuare profondi cambiamenti economici e politici».

Il Parlamento sostiene una transizione democratica completa e multipartitica guidata dai cubani stessi, che includa sia coloro che rimangono sull'isola sia gli esiliati, e chiede al regime di consentire il ritorno senza ritorsioni per coloro che hanno intrapreso «il doloroso cammino dell'esilio».

Parallelamente, esorta la Commissione Europea e gli Stati membri a sviluppare canali umanitari per fornire energia, alimenti e medicamenti direttamente alla popolazione.

Condanna per il sostegno a Russia e Bielorussia

La risoluzione ha anche condannato il sostegno materiale del regime cubano alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, incluso il reclutamento di cittadini cubani per combattere al fianco delle forze di Mosca.

Criticò, inoltre, il rafforzamento della cooperazione militare del regime cubano con la Russia e la Bielorussia.

Europa alza il tono contro il regime cubano

El deputato europeo spagnolo Hermann Tertsch (VOX/Patriots for Europe), uno dei principali sostenitori della risoluzione, l'ha riassunta prima del voto con una frase diretta: «È finito il tempo delle avvertenze e delle minacce. È tempo di agire».

La risoluzione approvata oggi riflette un inasprimento del tono del Parlamento Europeo nei confronti del governo cubano e una crescente frustrazione nei confronti dei risultati dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione in essere tra Bruxelles e L'Avana.

Sebbene le risoluzioni dell'Eurocamera non siano vincolanti per la Commissione Europea né per gli Stati membri, il testo aumenta la pressione politica affinché l'UE riveda la sua relazione con Cuba e adotti misure più incisive in materia di diritti umani.

Il documento evidenzia anche la preoccupazione dei legislatori europei per il deterioramento economico e sociale dell'isola, la mancanza di riforme strutturali e l'aumento della repressione contro attivisti, oppositori e cittadini che esprimono pubblicamente il loro malcontento nei confronti del regime.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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