La Rappresentante Speciale dell'Unione Europea per i Diritti Umani, Kajsa Ollongren, ha intervistato Carolina Barrero, presidente di Cittadinanza e Libertà, durante una settimana di attività dell'organizzazione a Bruxelles.
Il incontro, tenutosi giovedì 16 aprile, si è concentrato sulla libertà di associazione a Cuba e il ruolo che l'UE può svolgere per trasformare questa realtà, come riportato in un video condiviso sui social dalla organizzazione non governativa.
La domanda di Ollongren —"Come possiamo aiutare la causa?"— ha segnato il tono di un dialogo che la società civile cubana valuta come un riconoscimento della propria legittimità come interlocutore presso le istituzioni europee.
Barrero ha spiegato che la libertà di associazione è "il tessuto connettivo di qualsiasi società democratica" e che il regime cubano l'ha criminalizzata per decenni perché comprende che, creando barriere affinché i cittadini possano sostenere insieme interessi comuni, mantiene il controllo su tutta la società.
L'attivista ha collegato il suo impegno con l'esperienza personale del Movimento 27N nato nel gennaio 2021: "A Cuba nel 2021, come parte del movimento 27N, non abbiamo fatto nulla di eccezionale. Eravamo un gruppo di intellettuali, artisti, cittadini che cercavano di organizzarsi e difendere i diritti artistici e anche i diritti civili. E lo Stato ha risposto con repressione, con criminalizzazione".
Durante gli incontri a Bruxelles, Ciudadanía y Libertad ha presentato documentazione dettagliata ai funzionari europei sulla grave situazione dei diritti umani nell'isola e sulla crisi umanitaria che colpisce la popolazione cubana, direttamente collegata alle politiche repressive del regime.
La organizzazione ha inoltre documentato violazioni sistematiche nei centri di detenzione, comprese condizioni che potrebbero costituire trattamenti crudeli, disumani e degradanti, così come l'incarcerazione continuata di minorenni, una pratica contraria agli standard internazionali sui diritti umani.
Ante la domanda di Ollongren su cosa può e deve fare l'UE, Barrero è stata diretta: "La prima cosa è smettere di trattare la società civile cubana come una nota a piè di pagina nella sua relazione con il regime".
Exige inoltre coerenza nella politica estera europea: "Non stiamo chiedendo nulla di eccezionale. Trattate Cuba allo stesso modo in cui trattate il Venezuela o il Nicaragua", gli stessi paesi autoritari della regione, non come un'eccezione.
Barrero ha anche denunciato che nessun militare cubano responsabile di violazioni dei diritti umani è stato sanzionato sotto il Regime Globale di Sanzioni dell'UE, a differenza di quanto accaduto con funzionari di Nicaragua e Venezuela, e ha chiesto che si utilizzino quegli strumenti con coerenza e si metta fine all'impunità dei responsabili della repressione nell'isola.
La visita di Barrero e Amelia Calzadilla, coordinatrice di Cittadinanza e Libertà, a Bruxelles avviene in un momento di crescente pressione sull'UE.
Nel gennaio del 2026, il Parlamento Europeo ha approvato un emendamento con 331 voti a favore per rivedere e sospendere la cooperazione privilegiata con Cuba, citando violazioni dei diritti umani, l'invio di almeno 1.076 combattenti cubani a combattere accanto alla Russia in Ucraina e l'uso di fondi europei nella repressione.
Calzadilla ha confermato questo mercoledì che l'UE ha avviato un processo formale di revisione dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione (ADPC), firmato nel 2017 e in vigore dal 2021, dopo aver verificato che gli aiuti europei canalizzati verso presunte organizzazioni civili a Cuba sono controllati dal regime per zittire l'opposizione reale.
L'organizzazione considera inoltre che l'ADPC ha funzionato come un meccanismo fallito che non ha generato progressi reali in materia di diritti umani, e ha avvertito su dynamics di complicità che devono essere riviste dalle istituzioni europee.
Ciudadanía e Libertà si è riunita anche a Bruxelles con il vicepresidente del Parlamento Europeo, il eurodeputato spagnolo Esteban González Pons, con funzionari del Servizio europeo per l'azione esterna e con l'Ufficio del Rappresentante speciale per i diritti umani.
L'organizzazione ha sottolineato nella sua pubblicazione che "il dialogo e la cooperazione devono dare priorità alla società civile cubana, che è in definitiva la vera promotrice del cambiamento democratico".
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