Il Presidente di Meliá sottolinea l'importanza della partenza di Cuba dalla catena alberghiera

Hotel Meliá Cohíba nella foto del 2016 (i) e Meliá Habana (d)Foto © Collage/CiberCuba

Il presidente e amministratore delegato di Meliá Hotels International, Gabriel Escarrer, ha minimizzato l'impatto finanziario derivante dall'abbandono definitivo di Cuba, presentando i risultati del primo semestre del 2026, come riportato dal portale turistico Reportur.

Escarrer ha sottolineato che «l'evoluzione positiva del business sottostante rafforza la nostra convinzione che si tratta di un impatto temporaneo e senza effetti sulla liquidità», e ha difeso una strategia commerciale focalizzata «sul valore più che sul volume», supportata da un maggiore peso dei segmenti premium e lusso.

Un colpo contabile che non riflette la salute dell'azienda

I numeri del semestre presentano un'immagine apparentemente contraddittoria: il risultato netto consolidato è crollato fino a 4,1 milioni di euro, a causa di una provvigione straordinaria di 79,4 milioni registrata per coprire saldi e attivi legati all'isola la cui ripresa la compagnia considera incerta.

Senza quel adeguamento eccezionale, il risultato netto delle attività continuate avrebbe raggiunto 83,4 milioni di euro, in linea con gli esercizi precedenti.

La direzione del gruppo lo ha inquadrato come una decisione di prudenza: «L'opzione di accantonare in modo conservativo la totalità dei saldi e degli attivi di Cuba la cui recuperabilità risulta oggi difficilmente prevedibile ha un impatto rilevante sui conti dell'esercizio, ma contribuisce a rafforzare la solidità, la trasparenza e la credibilità del bilancio del gruppo».

Il business operativo, in forma

Oltre all'impatto cubano, gli indicatori operativi mostrano una catena in espansione: i ricavi consolidati sono aumentati del 7,1%, raggiungendo 1.047,4 milioni di euro, e l'EBITDA è salito del 2,5%, arrivando a 244,7 milioni.

Il ricavo medio per camera disponibile (RevPAR) è aumentato dell'11,7% nel semestre e del 14,2% solo nel secondo trimestre, mentre le vendite tramite canale diretto sono cresciute del 12%.

Le prenotazioni per il secondo semestre superano di oltre il 10% quelle dell'anno precedente, il che porta la compagnia a mantenere la sua previsione di un EBITDA minimo di 565 milioni di euro nel 2026, con almeno 40 nuove firme alberghiere e circa 30 aperture previste.

La fine di 36 anni a Cuba

La partenza da Cuba è stata un processo graduale che si è concluso il 24 luglio con la chiusura dei 34 hotel che la catena gestiva sull'isola tramite la sua filiale portoghese Ilha Bela Gestão e Turismo, ponendo fine a 36 anni di presenza ininterrotta.

Il processo è iniziato quando l'Ordine Esecutivo 14404 firmato dal presidente statunitense Donald Trump il 1 maggio 2026 ha designato il conglomerato militare cubano GAESA come entità sanzionata.

Il 13 luglio, l'amministrazione Trump ha ampliato le sanzioni al Ministero del Turismo di Cuba e a nove ulteriori entità statali, eliminando qualsiasi margine legale per continuare a operare.

Meliá non è stata l'unica a partire: anche Iberostar, Barceló e Blue Diamond Resorts hanno lasciato Cuba in quel periodo. Le catene che se ne sono andate controllavano oltre 30.000 delle 86.559 camere disponibili sull'isola, un 35% del totale, e le perdite delle aziende spagnole sono stimate tra 80 e 100 milioni di euro.

I mercati, sollevati

I mercati finanziari hanno accolto l'uscita con sollievo. Il Banco Sabadell aveva qualificato la presenza a Cuba come «un focolaio di incertezza che penalizzava il gruppo da anni», e Deutsche Bank mantiene Meliá come la sua unica raccomandazione di acquisto tra le catene alberghiere europee, con un prezzo obiettivo di 13 euro per azione.

Escarrer non ha chiuso la porta a un possibile ritorno. Quando gli è stato chiesto se Cuba ha un futuro turistico, ha risposto con fermezza: «Credo di sì, senza dubbio».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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