Un video inquietante registrato dall'alto di un cantiere a Bogotá ha catturato il momento in cui diversi lavoratori hanno dovuto aggrapparsi alle travi mentre la struttura oscillava violentemente durante il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia lunedì mattina.
Le immagini, diffuse dal quotidiano El Colombiano sul suo account Facebook, trasmettono l'angoscia vissuta dai lavoratori a decine di metri d'altezza, mentre la struttura oscilla e uno di loro cerca di mantenere la calma tra i suoi compagni.
«State tranquilli, state tranquilli, state tranquilli, state, state, tranquilli tutti. Dio mio, Signore. Dio mio. Amato, Dio mio, Padre Santo», si sente dire al lavoratore, con la voce interrotta dalla paura.
Senza la possibilità di abbandonare immediatamente la struttura mentre continuava il movimento, l'uomo cominciò a pregare ad alta voce.
«Padre Eterno, Padre Santo, Padrecito lindo, aiutaci, aiutaci, Dio mio», implorò.
I secondi scorrono mentre i lavoratori rimangono appesi alla struttura e aspettano che finisca il tremore.
Quando il movimento finalmente cominciò a diminuire, lo stesso operaio chiese ai suoi compagni di scendere senza precipitarsi.
«Scendiamo, ma con calma, scendiamo già uno, con calma, con calma», indicò.
Il video è diventato uno dei testimoni più impattanti di come si è vissuto il terremoto a Bogotá, una città situata a centinaia di chilometri dall'epicentro, ma dove la scossa è stata sufficientemente intensa da provocare evacuazioni e scene di panico.
Il terremoto è stato registrato alle 7:34 del mattino, ora locale, e ha avuto il suo epicentro vicino a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, nel nord-ovest della Colombia.
Il movimento è stato percepito con intensità a Bogotá, Medellín, Cali, Manizales, Pereira e Barranquilla, oltre che in alcune zone dell'Ecuador e di Panama.
Nella capitale colombiana, le autorità hanno attivato evacuazioni preventive in numerosi edifici mentre le squadre di emergenza hanno iniziato a esaminare possibili danni.
La situazione è stata molto più grave in altre regioni del paese.
Secondo cifre preliminari che hanno innalzato a più di un centinaio il numero dei deceduti, almeno 111 persone sono morte e 87 sono rimaste ferite, mentre oltre 60 edifici sono crollati e 1.575 abitazioni hanno subito danni.
El Chocó, dove si trova l'epicentro e che si trova in una zona di elevata attività sismica a causa della convergenza di diverse placche tettoniche, ha registrato anche vittime e gravi danni.
Tra le aree più colpite dai danni strutturali ci sono città dell'Eje Cafetero, in particolare Pereira e Manizales, oltre a Cali e Buenaventura.
Mientras i team di soccorso continuavano a cercare sopravvissuti tra le macerie, il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha attivato un allerta arancione, corrispondente a uno scenario con potenziale di rilevanti perdite umane ed economiche.
L'agenzia statunitense ha inizialmente stimato il numero probabile di decessi tra 100 e 1.000, una stima che potrebbe essere modificata man mano che si conoscerà con maggiore precisione l'entità dei danni.
Il terremoto figura tra i più forti registrati in Colombia nell'ultima decade e ha superato in magnitudo il devastante sisma dell'Eje Cafetero del 1999, che ha causato oltre 1.000 morti e distrutto buona parte di Armenia.
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