Il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha emesso oggi un'allerta arancione tramite il suo sistema di valutazione sismica PAGER dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito l'ovest della Colombia.
Le stime collocano lo scenario più probabile di vittime mortali tra 100 e 1.000 persone, anche se il numero dei deceduti potrebbe essere maggiore.
Il sisma, con epicentro nel comune di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, è avvenuto alle 7:34 del mattino ora locale a una profondità di circa 110 chilometri, secondo i dati del USGS PAGER.
Il bilancio preliminare confermato dalle autorità locali è compreso tra 21 e 22 morti: 18 deceduti a Pereira, secondo il sindaco Mauricio Salazar; due o tre vittime a Manizales a seguito del crollo di più strutture; e una persona deceduta a Buenaventura per gravi danni agli edifici.
A Cali, un edificio di quattro piani è crollato e le squadre di emergenza stavano lavorando al salvataggio di possibili sopravvissuti, mentre a Manizales una delle torri della cattedrale ha subito gravi danni ed è rimasta appoggiata al centro dell'edificio.
L'allerta arancione del USGS implica che «si prevedono perdite e danni significativi, e il disastro è potenzialmente diffuso», con necessità di una risposta a livello regionale o nazionale.
Per quanto riguarda le perdite materiali, il PAGER ha stimato che i danni economici saranno «inferiori all'1% del PIL della Colombia».
Varios aeroporti sono stati chiusi a causa di danni alla loro infrastruttura. La governatrice del Chocó, Nubia Carolina Córdoba Curi, è stata la prima funzionaria a confermare le influenze.
«Sebbene l'epicentro fosse a San José del Palmar, nella capitale Quibdó ci sono feriti e gravi danni alle edificazioni», ha avvertito Córdoba Curi.
La Direzione Generale Marittima (DIMAR) ha escluso qualsiasi minaccia di tsunami per la costa pacifica colombiana, e il sindaco di Bogotá, Carlos Galán, ha riferito che nella capitale sono state registrate «alcune crepe negli edifici», senza danni strutturali significativi.
Il sisma è stato avvertito anche in Ecuador e Panama, sebbene senza danni confermati in questi paesi.
L'evento si verifica settimane dopo che un doppio terremoto di magnitudo 7.1 e 7.5 ha devastato il Venezuela nel giugno 2026, causando almeno 6.125 vittime secondo il bilancio del governo venezuelano al 5 agosto, in quello che è stato considerato il sisma più potente registrato in quel paese dal 1900.
Per quell'evento, l'USGS ha emesso un allerta rossa con il 42% di probabilità di avere tra 10.000 e 100.000 vittime, il che sottolinea la differenza di scala tra i due disastri, anche se quello in Colombia rimane un evento con potenziali conseguenze gravi per tutta la regione.
Archiviato in: