Nuovo decreto conferma il monopolio del regime cubano sulla stampa e vieta il giornalismo indipendente

Cubani che leggono giornali ufficialiFoto © Trabajadores

Il nuovo , pubblicato questa settimana nella Gaceta Oficial come parte del pacchetto di 176 trasformazioni economiche promosse dal governo cubano, conferma che il regime è disposto a flessibilizzare parzialmente l'economia, ma non a rinunciare al controllo assoluto dell'informazione.

Mientras la nuova normativa elimina o flexibilizza le restrizioni per decine di attività economiche, mantiene espressamente sotto monopolio statale il giornalismo, i mezzi di comunicazione e la diffusione di informazioni notizie.

Il contrasto risulta significativo. Il pacchetto di riforme, presentato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz a giugno, ha aperto la porta a cambiamenti senza precedenti come l'ampliamento del settore privato, la banca privata, una maggiore partecipazione del capitale estero e nuove forme di investimento, nel tentativo di contenere la peggiore crisi economica che Cuba attraversa da decenni.

Tuttavia, quando si tratta del flusso di informazioni, lo Stato mantiene intatte la censura, la manipolazione e le restrizioni.

Senza giornali privati, senza agenzie di stampa e senza giornalisti indipendenti

Il Decreto 160 proibisce agli attori economici non statali la pubblicazione di giornali, riviste, editoriali e marchi editoriali.

Anche mantiene proibite le agenzie di stampa e i servizi di informazione notizia, ritenendo che "l'informazione pubblica è riservata per sua natura".

La norma riserva allo Stato le trasmissioni radio e televisive, così come buona parte dei servizi di telecomunicazioni legati alla diffusione di contenuti.

Sebbene autorizzi determinati servizi tecnici o produzioni audiovisive sotto regolamentazione specifica, non riconosce la possibilità di creare mezzi di comunicazione indipendenti.

Uno dei punti più rilevanti del decreto è il numero 67 dell'Allegato Unico, che stabilisce in modo esplicito:

Attività di giornalisti. Attività non autorizzata agli attori economici non statali

Es decir, il giornalismo continua ad essere un'attività che lo Stato cubano non riconosce come esercizio professionale indipendente all'interno del quadro economico legale.

Riforme economiche senza apertura politica

La permanenza di queste proibizioni mette in evidenza che le riforme annunciate dal governo si concentrano nella sfera economica, mentre i meccanismi di controllo politico sull'informazione restano intatti.

Il Decreto 160 riserva allo Stato non solo l'attività giornalistica, ma anche la radio, la televisione, le agenzie di stampa e la pubblicazione di giornali e riviste, consolidando il monopolio statale e il controllo del Partito Comunista di Cuba sui principali canali di informazione pubblica.

Nella pratica, ciò significa che qualsiasi progetto giornalistico indipendente continua a svilupparsi al di fuori del quadro legale cubano, senza possibilità di costituirsi come impresa privata, cooperativa o mipyme.

Libertà di stampa: una questione irrisolta

La libertà di stampa è riconosciuta da vari strumenti internazionali dei diritti umani come un elemento essenziale di una società democratica.

Comprende la possibilità di fondare mezzi di comunicazione, indagare, pubblicare informazioni ed esprimere opinioni senza indebite interferenze da parte del potere pubblico.

Il nuovo decreto evidenzia che, nonostante le riforme economiche, lo Stato cubano mantiene riservato per sé l'esercizio istituzionale dell'informazione e continua a non riconoscere giuridicamente uno spazio per i mezzi di comunicazione privati o indipendenti.

La decisione ha anche implicazioni per altre libertà strettamente collegate, come la libertà di espressione, la libertà di pensiero e la libertà accademica o di insegnamento, il cui esercizio dipende in gran parte dall'esistenza di un ambiente in cui possano circolare liberamente idee, ricerche e informazioni.

Con l'entrata in vigore del Decreto 160 il prossimo 4 agosto, il regime cubano intende modernizzare parte del suo decadente quadro economico, ma preserva uno dei pilastri storici del suo modello politico totalitario: il monopolio statale dell'informazione e l'assenza di riconoscimento legale per un giornalismo indipendente.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.