
Il regime cubano ha autorizzato questo martedì la cura dei bambini come attività del settore non statale e ha mantenuto le lezioni private consentite, sebbene con restrizioni, attraverso il N. 62 Ordinaria, firmato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz il 22 luglio 2026.
La norma classifica l'assistenza all'infanzia come «attività autorizzabile o condizionata», il che significa che può essere esercitata solo previa autorizzazione, licenza o certificazione dell'istituzione competente.
Per accedere a quel permesso, coloro che desiderano dedicarsi alla cura dei bambini devono avere una certificazione del Ministero dell'Istruzione che attesti la loro preparazione; nel caso della cura degli anziani o delle persone con disabilità, l'approvazione spetta al Ministero della Salute Pubblica.
Questo quadro consolida regolamenti precedenti: nel 2024, la Risoluzione 245 del MINSAP aveva già formalizzato le procedure per questa attività, richiedendo un certificato di formazione, in risposta alla proliferazione di asili privati informali di fronte all'insufficienza dei circoli infantili statali.
In merito alle lezioni private —che comprendono lingue, servizi di ripasso, stenografia, dattilografia, musica e altre arti—, il decreto le mantiene permesse, ma con una chiara limitazione: possono essere impartite solo da lavoratori autonomi e senza possibilità di assumere dipendenti per tale funzione.
Ciò significa che un insegnante privato non può espandere la propria attività in un formato aziendale né associarsi con altri per ampliare l'offerta educativa.
Inoltre, l'insegnamento formale con titolazione o certificazione ufficiale è vietato per tutti gli attori economici non statali, e non è nemmeno autorizzata la creazione di accademie private, il che preserva il monopolio dello Stato sull'istruzione formale nell'isola.
Il Decreto 160 sostituisce il Decreto 107 di agosto 2024, che stabiliva un elenco omogeneo di 125 attività vietate per il settore non statale, e fa un ulteriore passo avanti differenziando le restrizioni a seconda del tipo di attore economico.
Il testo stesso del decreto giustifica il cambiamento affermando che «le Trasformazioni Economiche e Sociali approvate rendono necessario sostituire l'elenco omogeneo con una regolamentazione differenziata per tipo di attore economico, che distingua chiaramente tra le attività non autorizzate, le attività condizionate o autorizzabili».
La norma stabilisce quattro categorie: proibizione assoluta, non autorizzata a attori non statali, non autorizzata a lavoratori autonomi, e autorizzabile o condizionata.
Il decreto si inserisce nel pacchetto di 176 misure di trasformazione economica approvato dall'Assemblea Nazionale in sessione straordinaria il 18 e 19 giugno 2026, che ha incluso anche l'eliminazione del limite di 100 lavoratori per le mipymes, la multiproprietà aziendale e l'apertura alla banca privata.
La norma entra in vigore il 4 agosto 2026, sette giorni dopo la sua pubblicazione nella , e il Consiglio dei Ministri dovrà rivederla almeno ogni due anni su proposta dell'Istituto Nazionale degli Attori Economici Non Statali.
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