
Il regime cubano ha fatto martedì una svolta in una delle proibizioni più emblematiche imposte al settore privato, autorizzando, sotto licenza statale, le micro, piccole e medie imprese (mipymes) private e le cooperative non agroalimentari a fornire servizi farmaceutici, ottici, di assistenza e di riabilitazione.
La misura è stata raccolta nel Decreto 160/2026, pubblicato nella e firmato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz il 22 luglio scorso. La nuova norma sostituisce il Decreto 107 del 2024 e ridefinisce le attività consentite, proibite o condizionate per gli attori economici non statali.
Mentre il decreto abrogato proibiva espressamente i servizi farmaceutici e ottici, il nuovo testo li classifica come un'"attività autorizzabile o condizionata", il che permetterà a imprese private e cooperative di esercitarli, purché ottengano l'autorizzazione corrispondente dalle autorità sanitarie.
La norma riserva allo Stato l'assistenza medica e odontoiatrica sia all'interno che all'esterno del Sistema Nazionale di Salute, ma introduce un'eccezione per i servizi farmaceutici.
«I servizi farmaceutici, ottici, di cura e di riabilitazione sono autorizzabili e possono essere esercitati da imprese private, micro, piccole e medie imprese private e cooperative non agroalimentari», stabilisce il Decreto 160.
Inoltre, il testo stabilisce che ogni attività non espressamente indicata come vietata o condizionata è considerata consentita, sebbene sarà soggetta alle licenze, certificazioni o autorizzazioni richieste dalle norme specifiche.
Si autorizza anche la fabbricazione di farmaci
Un'altra novità è che la produzione di prodotti farmaceutici smette di essere completamente vietata al settore privato.
Il decreto la integra ugualmente come un'attività autorizzabile, sebbene ne condizioni l'esercizio al permesso del Ministero della Salute Pubblica (MINSAP) e dell'autorità regolatrice competente. Inoltre, specifica che potrà essere sviluppata solo tramite associazioni o collegamenti con l'industria statale biofarmaceutica, mantenendo questo segmento strategico sotto il controllo governativo.
La decisione arriva in un contesto di profonda crisi del sistema farmaceutico cubano.
Durante gli ultimi due anni, le autorità hanno riconosciuto ripetutamente gravi problemi di approvvigionamento. In diversi momenti, lo stesso Ministero della Salute Pubblica ha ammesso che la disponibilità del quadro basilare di medicinali è rimasta molto al di sotto delle necessità del paese, mentre le farmacie statali continuano a fronteggiare carenze di farmaci essenziali.
La flessibilità coincide anche con le 176 misure economiche approvate dall'Assemblea Nazionale a giugno 2026, tese ad ampliare il margine di manovra degli attori economici privati.
Non potranno aprire immediatamente
Sebbene il decreto abolga il divieto generale, ciò non significa che le farmacie private possano aprire automaticamente.
La norma stabilisce che gli organismi di controllo hanno sette giorni per approvare le procedure, i requisiti, le modalità di abilitazione e i meccanismi di supervisione necessari per applicare le nuove disposizioni. Inoltre, il decreto entrerà in vigore sette giorni dopo la sua pubblicazione, ossia il 4 agosto 2026.
Nella pratica, l'apertura di esercizi farmacologici privati dipenderà dalle regolamentazioni che emetterà il Ministero della Salute Pubblica, che sarà responsabile di definire le condizioni per autorizzare questo tipo di attività.
Il Decreto 160 stabilisce anche che il Consiglio dei Ministri dovrà rivedere il contenuto della norma almeno ogni due anni, su proposta dell'Istituto Nazionale degli Attori Economici Non Statali, al fine di aggiornare l'elenco delle attività vietate o condizionate.
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