Díaz-Canel difende una maggiore autonomia per le aziende statali nel contesto delle nuove riforme economiche

Miguel Díaz-Canel e lavoratori cubaniFoto © presidencia.gob.cu

Il governante cubano Miguel Díaz-Canel ha difeso martedì la necessità di fornire una maggiore autonomia alle aziende statali durante un tour in varie entità industriali del comune Habana del Este, dove ha invitato i dirigenti a prepararsi per esercitare le facoltà che l'Esecutivo promette di ampliare all'interno delle nuove trasformazioni economiche.

Secondo le informazioni pubblicate dalla Presidenza, il mandatario ha sottolineato che le aziende dovranno assumere responsabilità come la gestione dei combustibili e dei materiali, l'effettuazione di operazioni di importazione ed esportazione, la gestione di conti in valuta e la distribuzione degli utili, competenze incluse nel pacchetto di riforme economiche presentato dal governo per cercare di rilanciare un'economia colpita dalla scarsità di risorse, dalla bassa produttività e dalla crisi energetica.

Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una visita alla futura prima stazione pubblica di ricarica per veicoli elettrici del paese, costruita dalla Mipyme 5ta. Avenida Motores nella Vía Blanca, così come all'Unità Imprenditoriale di Base Industriale Guanabo, dove saranno assemblati contenitori destinati principalmente a potenziare la raccolta dei rifiuti a L'Avana.

Anche se la stampa ufficiale ha presentato il percorso come una dimostrazione dei progressi di vari progetti industriali, il messaggio politico principale si è focalizzato sull'implementazione delle riforme economiche annunciate settimane fa, il cui tema centrale mira ad ampliare le facoltà di gestione dell'impresa statale socialista.

Tra le misure divulgate dalle autorità vi è la possibilità che le aziende sviluppino nuove attività economiche, gestiscano parte dei loro ricavi in valute estere, partecipino con maggiore flessibilità a operazioni di commercio estero e prendano decisioni che fino ad ora dipendevano da organismi centrali.

Il pacchetto prevede anche una maggiore interazione tra le imprese statali e gli attori privati, oltre a meccanismi per attrarre investimenti e dinamizzare settori considerati strategici. Inoltre, il governo propone di introdurre procedure di fallimento, liquidazione e ristrutturazione per le imprese statali con perdite sostenute.

La riforma del sistema imprenditoriale statale prevede anche l'eliminazione dei sussidi, una maggiore autonomia nella gestione, la trasformazione delle imprese in società commerciali e l'apertura graduale alla partecipazione azionaria di attori privati e persone fisiche. Tuttavia, il governo ha ribadito che queste modifiche non implicano un cambiamento del modello economico, ma un aggiornamento del suo funzionamento.

Specialisti hanno sottolineato che l'impatto di queste riforme dipenderà dalle regolamentazioni che devono ancora essere approvate e dal reale margine di decisione che alla fine avranno le imprese. Esperienze precedenti di decentralizzazione si sono concluse con limitazioni a causa di controlli amministrativi e della persistente concentrazione delle decisioni nell'apparato statale.

La visita di Díaz-Canel ha anche messo in luce alcune delle contraddizioni che il paese sta affrontando. Mentre le autorità promuovono progetti per ampliare la mobilità elettrica attraverso stazioni di ricarica alimentate con energia solare, Cuba continua a essere immersa in una profonda crisi del sistema elettrico, caratterizzata da blackout continui e difficoltà nel garantire la generazione di energia.

In parallelo, il governo ha presentato come una priorità l'assemblaggio di nuovi contenitori per la raccolta dei rifiuti a La Havana, un servizio colpito da anni dalla mancanza di carburante, dal deterioramento del parco auto e dalla scarsità di risorse materiali.

Più che annunciare nuove misure, le dichiarazioni del governante mirano a rafforzare uno dei pilastri del programma di riforme economiche. La sfida sarà verificare se l'autonomia promessa riesca a tradursi in cambiamenti effettivi per le imprese statali o se rimanga una volta di più condizionata dall'elevato grado di centralizzazione che caratterizza il sistema economico cubano.

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