Una donna identificata come Raquel García Castro, residente a Palma Soriano, comune della provincia di Santiago di Cuba, è stata protagonista di un video straziante in cui denuncia tra le lacrime le condizioni di vita che subisce sotto il regime cubano.
Nel clip di poco più di un minuto, diffuso dal comunicatore sociale esiliato Yosmany Mayeta Labrada, Raquel non nasconde il suo disagio politico né la sua disperazione personale.
«Io non voglio Díaz-Canel, non ho mai voluto neanche Raúl, non mi sono mai interessata alla politica, ma non ce la faccio più», dice la donna con la voce rotta, rifiutando con un solo gesto tutta la catena di comando della dittatura.
La cubana descrive una vita al limite: cucina con carbone perché non ha elettricità, i blackout le rovinano il cibo e il caldo la costringe a dormire su un materasso nel patio di casa sua.
«Cucinando con carbone, con quale desiderio mi prenderò un caffè? Con quale desiderio il cibo mi si rovina? Perché questi blackout mi stanno facendo impazzire», si lamenta.
Il deterioramento ha colpito anche la sua salute mentale: «Ho dovuto andare dalla psichiatra e il certificato, non ho neanche farmaci, sono completamente fuori di me», confessa.
Inoltre, ha condiviso una frase che riassume l'esaurimento di migliaia di cubani: «Non ho voglia di farmi la doccia, non ho voglia di nulla. Sono quasi pazza, sono pazza».
Alla crisi elettrica si aggiunge il collasso di altri servizi essenziali. Raquel denuncia che i bambini del quartiere vendono bottiglie d'acqua a tra i 50 e i 60 pesos, che lei stessa deve comprare contenitori d'acqua e che non è riuscita a ritirare il suo assegno perché in banca non c'è denaro contante disponibile.
Per di più, secondo quanto riportato, coloro che riescono a riscuotere lo fanno al 45% del valore nominale: «Sento che non ce la faccio più».
«Io parlo a nome del popolo di Cuba», ha affermato Raquel García Castro prima di rompersi in lacrime, in una frase che migliaia di cubani sui social media hanno fatto propria.
Il testimonianza arriva in uno dei momenti energetici più difficili dell'anno per Cuba. Tra il 6 e il 14 luglio, il Sistema Elettroenergetico Nazionale è collassato tre volte, per un totale di cinque interruzioni di corrente nel 2026.
A Santiago di Cuba, la centrale termoelettrica Antonio Maceo è in manutenzione, e Palma Soriano riporta segnalazioni di interruzioni con una durata media di 24 ore.
La carenza di farmaci aggrava ulteriormente la situazione: a livello nazionale mancano 461 dei 651 farmaci essenziali del Quadro Base, il che significa che solo il 30% è disponibile nelle farmacie statali.
A Santiago di Cuba esiste un solo ospedale psichiatrico, in condizioni precarie, per assistere tutta la provincia.
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