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Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz ha ribadito questo mercoledì la sua difesa del pacchetto di 176 trasformazioni economiche e sociali approvato dal regime, pubblicando sul suo profilo del social network X che «le trasformazioni economiche sono inseparabili da quelle sociali» e che l'obiettivo è «preservare le nostre conquiste e rilanciare l'economia a favore del benessere del popolo».
Il messaggio, accompagnato dalla copertina del documento ufficiale «Transformazioni Economiche e Sociali» datato giugno 2026, riprende una frase pronunciata da Marrero davanti all'Assemblea Nazionale durante la sessione straordinaria del 19 giugno: «La vocazione umanista della Rivoluzione Cubana colloca l'essere umano, il suo benessere e sviluppo come centro e obiettivo più importante».
Il pacchetto di 176 misure, organizzato in 23 assi tematici, rappresenta il maggior tentativo di riforma strutturale del regime dal Periodo Speciale degli anni '90 ed è stato approvato con il supporto esplicito di Raúl Castro, che ha partecipato tramite videoconferenza al Pleno Straordinario del Partito Comunista di Cuba.
Tra i cambiamenti più significativi figura l'autorizzazione della banca privata e delle case di cambio private sotto la supervisione della Banca Centrale, l'eliminazione del limite di 100 lavoratori per le mipymes, la possibilità per una persona di essere proprietaria di più aziende e l'apertura al settore privato per importare e commercializzare combustibili.
Nel piano sociale, le misure prevedono un incremento del salario minimo nel settore pubblico da 2.100 a 3.210 pesos —un aumento del 53%— a partire da agosto 2026, che beneficerà il 51% della forza lavoro, secondo dati ufficiali senza verifica indipendente.
Si approva inoltre il pluriimpiego e la riduzione dell'orario di lavoro, la sostituzione graduale dei sussidi universali con aiuti mirati per pensionati e persone vulnerabili, e la creazione della piattaforma digitale «Soberanía» per identificare le famiglie in situazione di precarietà.
La struttura dello Stato verrà ridotta da 27 a 21 ministeri e sarà creato l'Istituto Nazionale degli Attivi Aziendali Statali (INAEES) come nuovo organismo di controllo del sistema imprenditoriale statale.
Nonostante il discorso ufficiale, Marrero ha riconosciuto il 30 giugno che il principale ostacolo all'attuazione delle riforme è lo stesso apparato statale, esigendo un cambiamento di mentalità nei quadri del regime.
La reazione popolare sui social media è stata decisamente scettica. Di fronte al discorso ufficiale di «salvare la Rivoluzione», migliaia di cubani hanno risposto con frasi come «vogliono salvare se stessi» o «scaricateli e se li mangiano e si illuminano con essi», in riferimento alla lentezza nell'attuazione delle misure.
Il regime insiste sul fatto che le 176 misure non implicano una rinuncia al socialismo, ma il suo «perfezionamento», riassunto nella formula che Marrero ha ripetuto in più occasioni: «fare il necessario per conservare l'essenziale».
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